GAVETTONE SULL’AMMIRAGLIO, 5 MILITARI TRASFERITI

La gavettonata, la
sera prima del 2 giugno
, è una tradizione tra militari e membri delle forze
di polizia. Dopo aver effettuato le prove per la parata del giorno seguente, i
militari dei vari corpi, provenienti da tutta Italia, iniziano a colpirsi con
secchiate d’acqua e gavettoni.

Si tratta di un momento goliardico, che
si tramanda ormai di generazioni in generazioni. Il tutto, poi, avviene nella
splendida cornice del Colosseo e dei Fori imperiali. L’ultima serata prima dei
grandi festeggiamenti per il giorno della Repubblica, un momento per molti
anche di rivedere amici di lunga data, il tutto all’insegna della
spensieratezza.
Quest’anno, però,
qualcosa è andato storto. E a pagarne le conseguenze saranno cinque
incursori spezzini
, di stanza al Varignano, alle Grazie. Sono state avviate
le pratiche per il loro trasferimento. Il motivo? Si sono trovati al momento
sbagliato, nel posto sbagliato. E, soprattutto, uno di loro, si è reso
protagonista 
di episodio che mai e poi mai sarebbe dovuto accadere. A
quanto pare gli spezzini del Varignano erano tra i più attivi nella
gavettonata
tradizionale, la sera prima della scorsa Festa Repubblica.
È accaduto così che
un gavettone sia finito sul cofano di un’auto blu che stava transitando proprio
da quelle parti. Fin lì poco male. Il patatrac è accaduto quando la berlina si
è fermata: una delle portiere dell’automobile si è aperta e, ancora prima che
il passeggero mettesse fuori il piede dall’abitacolo, uno degli incursori del
Varignano avrebbe scagliato un secondo gavettone.
Alcuni dei presenti
hanno riferito di un lancio davvero mirabile, preciso e forte, che ha centrato
in pieno il varco apertosi nell’auto. In prima battuta sono partite le risate,
le solite sghignazzate che possono fare degli amici che assistono a una scena
del genere. Un istante dopo, però, è calato il gelo, anzi il terrore
per ognuno di loro
. Da quella auto, completamente zuppo, è uscito il Capo
di Stato Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi. Il
gruppo, a quel punto, non ha resistito.
E hanno iniziato a
darsela a gambe, hanno provato a far perdere le proprie tracce nella zona
riservata alla parata. Sembra che qualcuno, dal timore, sia arrivato a
nascondersi dietro a degli arbusti. Per un momento hanno sperato di farla
franca. L’ammiraglio De Giorgi, un sorta di leggenda della Marina
Militare
, aveva però impartito un ordine perentorio. Voleva i nomi dei
responsabili di quell’episodio, in pochi minuti.
Hanno provato a
resistere, poi però i responsabili sono saltati fuori. Sapevano che le scuse
non sarebbero bastate. E infatti, oltre alla terribile reprimenda, qualche
giorno fa, è arrivata la notizia dei trasferimenti. Da
indiscrezioni raccolte dal Secolo XIX, pare che il provvedimento, per ora,
coinvolga cinque incursori. La mobilità per loro, ormai, è una certezza, almeno
di ripensamenti dell’ultimo minuto. A questo punto, solo un atto di
clemenza da parte dell’ammiraglio li potrebbe salvare
. L’hanno combinata
grossa, su questo non ci sono dubbi.
Gli altri
commilitoni del Varignano sono dispiaciuti, anzi distrutti. In fin dei conti,
si è trattato soltanto di uno scherzo, in una serata di festa. In più, c’è da
sottolineare che si tratta di uomini, che fanno parte del reparto di
élite della Marina
. Militari che svolgono un ruolo fondamentale, in spregio
al pericolo e che rischiano la propria vita in missioni rischiosissime, in cui
l’Italia è chiamata a intervenire per mantenere la pace del mondo. L’episodio è
certamente esilarante, tanto che risulta evidente come si sia trattato di un
inconveniente.
Ma conoscendo la
severità degli ambienti militari per gli uomini della Marina Militare sembra
che non ci sia scampo. Sarà trasferito l’intero gruppetto che si trovava lì in
quel momento. L’ammiraglio Francesco Chionna, comandante del Comsubin
alle Grazie, non ha potuto opporsi all’ordine arrivato da
Roma. L’epilogo della vicenda sembra segnato. Qualcuno aveva polemizzato sui
circa 400 mila euro spesi dallo Stato per organizzare la festa dello scorso 2
giugno, di certo, il prossimo anno, verranno risparmiati i soldi dei
palloncini.

Tratto dal secolo XIX
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