SCONTRI A SAN SIRO, IL QUESTORE: «IMPOSSIBILE PERQUISIRE TUTTI»

 

«Prima della partita abbiamo sequestrato una cinquantina di razzi, quelli
entrati al San Siro non sono stati sparati con pistole».


Il questore di Milano
Luigi Savina risponde così alle polemiche relative agli scontri avvenuti
all’esterno dello stadio (a cui sono seguiti 16 arresti) e al lancio di
fumogeni in campo durante la partita di ieri tra Italia e Croazia. «Le
perquisizioni al varco sono personali e a contatto, non con scanner come negli
aeroporti, per cui è difficile escludere con certezza assoluta che entrino
oggetti pericolosi allo stadio – ha spiegato Savina – Del resto sarebbe
impossibile controllare tutti. I razzi usati ieri, nello specifico, sono
attivabili attraverso una miccia corta un paio di centimetri e non richiedono
l’utilizzo di una pistola. Questo li rende più facilmente occultabili. È
comunque da notare la capacità di reazione e di intervento della polizia».

Tacconi: «Mai più coi bambini
allo stadio»

Stefano Tacconi, l’ex portiere di Juventus e Nazionale, era allo stadio
con i suoi figli, ed è rimasto molto amareggiato dall’esperienza. «È vergognoso
che non si possa andare a vedere una partita in pace. Io ho pensato di portare
i miei figli piccoli e purtroppo ero allo stadio con loro, e ho deciso di non
portarli più, così si rovina il gioco più bello del mondo».

«Tifoseria croata difficile»

Il direttore generale della Figc Michele Uva ha commentato: « Per quanto
è accaduto sugli spalti dico che si sa come la tifoseria della Croazia, come
quella serba, sia una tifoseria difficile. Tutto si può migliorare a livello di
prevenzione ma bisogna anche notare che ovunque è andata recentemente la
tifoseria croata ha creato problemi».

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