LA TRISTE REALTÀ: REATI IN AUMENTO E BOTTE ALLE FORZE DELL’ORDINE

(di Paola Fucilieri) – C’era di tutto
ieri mattina sotto la pioggia battente al Giambellino, in via Vespri Siciliani,
durante lo sgombero di una famiglia – marito e moglie con figli: la prole,
però, al momento era assente – che da tempo viveva in una casa occupandola
abusivamente. 

E nessuno pareva voler mollare il colpo: residenti abusivi,
pregiudicati con mogli e figli al seguito, ragazzi delle aree antagoniste,
attivisti per il diritto alla casa, gente comune
Da una parte chi (tanti,
troppi) parteggiava per gli abusivi, dall’altra chi si chiedeva perché le forze
dell’ordine non caricassero i dimostranti e ancora non capisce che polizia e
carabinieri hanno l’ordine solo di rispondere a un’azione offensiva, non
d’innescarla loro per primi: il premier Matteo Renzi, che tanto amabilmente
chiacchiera con gli italiani, un giorno forse dovrebbe spiegarlo chiaro e tondo
alla gente.
Certo è che le forze dell’ordine hanno dovuto difendersi con gli
scudi, davanti al cancello del palazzo dove era in corso lo sgombero, quando
una cinquantina di manifestanti ha cominciato a lanciare contro le divise,
senza lesinare la foga, copertoni d’auto, bottiglie, sassi, mattoni, cassonetti
per l’immondizia. 
E ci sono stati momenti di grande tensione quando, circa una
70 di manifestanti, all’angolo tra via Gentile Bellini e piazza Pietro
Frattini, dove erano arrivati in corteo da via Vespri Siciliani, hanno bloccato
la circolazione dei tram. Alla fine il bilancio parla chiaro: un funzionario di
polizia con tre punti di sutura alla testa (colpita da un mattoncino) e in
osservazione al Fatebenefratelli per un trauma cranico nonché altri 4 feriti
tra carabinieri e poliziotti
Per i disordini la polizia ha arrestato due
pregiudicati che vivono in zona: Tommaso P., 24 anni e Giuseppe T., 52enne,
entrambi accusati di violenza, resistenza e lesioni.
Cosa stiamo
vivendo?
Un assaggio di qualcosa molto simile agli scontri londinesi, i riots
dell’agosto 2011 o una sorta di banlieu parigina 2005 in salsa ambrosiana
attuale? All’esasperazione dei toni (per ora e per fortuna) non fanno eco le
fiamme, le armi da fuoco e gli episodi di razzismo che all’epoca portarono il
governo d’Oltralpe a dichiarare lo stato d’emergenza riprendendo la legge del 3
aprile 1955, promulgata durante la guerra d’Algeria.
Tuttavia non si
può ignorare l’escalation di furti e borseggi sottolineata dal ministero
dell’Interno nel bilancio 2013 che campeggiava ieri sull’apertura di prima
pagina del quotidiano il Sole24Ore e che vede la città della Madunina prima per
numero di reati in Italia (+2.3 per cento, esattamente la percentuale che, nel
2012, aveva indicato una diminuzione dei reati a Milano, con un -2.3 per
cento), seguita da Rimini e da Bologna.

Qualcuno ieri
parlava di crisi, animi esasperati e simili. Tuttavia, al di là della retorica
dei lamenti e della demagogia spicciola, la domanda nasce spontanea: che
progetti ha il premier in merito a tutto questo?

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