SALVINI “TROPPE 585 SCORTE. CHI NON RISCHIA VADA IN TAXI”

(di Alessandra Zinti) – Troppe scorte in Italia, troppi uomini delle forze dell’ordine dedicati a vigilare sulla sicurezza dei cosiddetti “obiettivi a rischio”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini riunisce il comitato nazionale ordine e sicurezza pubblica al Viminale e invita i responsabili a “razionalizzare” l’uso della tutela. Il ministro ha chiesto che “tutti i dispositivi di protezione vengano approfonditi per evitare errori di valutazione e garantire la tutela a chi è davvero in pericolo prevenendo abusi, sprechi e inutili sacrifici alle donne e uomini in divisa”. Dunque via ad una rivalutazione delle 585 scorte che in Italia vedono impegnati ogni giorno più di 2000 unità tra poliziotti (910), carabinieri (776), finanzieri (290) e polizia penitenziaria (96). Saranno riesaminati tutte, comprese quelle al massimo livello di sicurezza, che in Italia è stato attribuito a 15 persone ritenute ad altissimo rischio e per la cui tutela sono impegnati ogni giorno 171 agenti.

Nelle scorse settimane, si erano diffuse indiscrezioni secondo le quali tra le prime tutele ad essere riviste ci sarebbe stata quella allo scrittore Roberto Saviano. Oggi, a chi gli chiedeva espressamente di fare i nomi dei possibili obiettivi a cui togliete la tutela, Salvini ha risposto: “Non mi permetterò di guardare nomi e cognomi, ho solo chiesto ai tecnici di ragionare sull’ipotesi di rivedere alcune di queste 600 tutele. Siamo il Paese europeo più scortato, che spende più soldi, investe più uomini. Sono il primo, seppure evidentemente a rischio, a dare un segnale di apertura. Ci sarà sicuramente qualcuno che meriterà più scorta e più attenzione. Se poi c’è qualcuno che da 10-15 anni usa un poliziotto o un carabiniere come autista privato potrà farne a meno. Probabilmente già la prossima settimana i tecnici mi porteranno una direttiva con criteri oggettivi in base ai quali chi rischia sarà più tutelato, chi non rischia più prenderà il taxi, il treno, la metropolitana come tutti gli altri comuni mortali”.

La categoria più protetta resta quella dei magistrati. Per la protezione di 277 di loro (quasi la metà di tutti gli scortati) è impegnato il maggior numero di risorse. Sono invece 69 gli uomini politici nazionali e locali che usufruiscono di una tutela, 43 i dirigenti d’impresa, 21 i giornalisti e 18 gli esponenti di governo.

Sono quattro i livelli di tutela garantiti dallo Stato a seconda del livello di rischio valutato dal Comitato. Oltre a quello di massima allerta con più di un’auto blindata, segue il secondo livello con scorta su un’auto specializzata, il terzo con solo la tutela su auto specializzata e il più basso su auto non protetta. Ma ci sono anche delle vigilanze fisse e mobili davanti alle abitazioni di soggetti considerati a rischio moderato.

La mappatura ordinata da Salvini ha rilevato che il maggior numero di servizi di scorte è concentrato nel Lazio ( il 31,6 %) e in Sicilia (21,9 %), seguite da Calabria (12,5%), Campania ( 12 %) e Lombardia (7,2%). (La Repubblica)