RINNOVO CONTRATTO, IL PUNTO DI PARTENZA IL BONUS 80 EURO

Torniamo a parlare di contratto. La pausa estiva sta terminando e le prime indiscrezioni cominciano a trapelare. Il ballo delle cifre è iniziato. Segno evidente che la trattativa sta per entrare nel vivo. Sino a pochi giorni fa le certezze erano due: 300 milioni stanziati dal governo e la sentenza della corte costituzionale che ha decretato l’illegittimità del blocco. Quindi agli statali spetta il recupero dei soldi perduti da quella data, dal 30 luglio 2015. secondo Gianni Trovati del Sole 24 Ore il recupero da quella data si aggira intorno ai 1,2 miliardi di euro e significa appunto 20/40 euro al mese di aumento per dipendente pubblico. 

Secondo Andrea Bassi per il Mattino, “la CGIL ha chiesto un aumento per tutti e tre i milioni di statali a 220 euro lordi al mese, che al netto delle tasse fanno 132 euro. La Cisl ha invece parlato di un incremento in busta paga di 150 euro. I 300 milioni stanziati per ora dal governo, che spalmati su tutti i dipendenti pubblici restituirebbero aumenti inferiori a 10 euro al mese sono considerati insomma peanuts, noccioline. A Palazzo Chigi sono ormai consapevoli che quelle risorse vanno aumentate. Del resto lo stesso Matteo Renzi si è già impegnato in questa direzione. Il problema è di quanto. Prima di poter fare qualche conto definitivo sarà necessario attendere la nota di aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza, attesa per settembre, e capire se e soprattutto quanta flessibilità l’Ue concederà all’Italia sui conti pubblici.”

Un punto di partenza potrebbero essere, ancora una volta, 80 euro. Secondo alcune fonti del governo avrebbe una logica. Innanzitutto non si andrebbe al di sotto del bonus Renzi, già concesso a tutti i redditi fino a 26 mila euro. E poi si tratterebbe di un aumento contrattuale qualche gradino al di sotto di 110 euro mediamente ottenuto dai dipendenti privati nei contratti rinnovati fino ad ora.