RENZI SI PRESENTA AI COMPARTI CON LA BRIOCHE; E LA CAROTA…

Matteo Renzi sbeffeggia i
Comparti Sicurezza e Difesa dello Stato. 
La arrogante dittatura di Renzi non fa altro che inasprire gli
effetti che potrebbe provocare l’eventuale sciopero generale annunciato a gran
voce dal Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico.

«Non accetto ricatti» e ancora, «io non mollo e vado avanti..». Queste
le dichiarazioni di Matteo Renzi, successivamente alla minaccia dello sciopero
delle Forze dell’Ordine, presumendo che militari si mettessero sugli“attenti” ad
Ordine ricevuto dall’alta carica dello Stato. Così non è stato e oggi, visto
l’alto rischio, sembra aver fatto un passo indietro, ma anche no!…
Il Premier, sembra abbia
trovato troppo in fretta la soluzione per scongiurare lo sciopero da parte di
tutte le forze armate; ma la dice lunga sul suo modo di concepire i rapporti
fra potere e parti sociali e quindi, sul suo modo arrogante di governare.
Sicuramente positiva, la “parola
data”
 sullo sblocco degli stipendi del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso
pubblico, ma come verrà operato? Quale altro escamotage ha trovato il nostro
mago Matteo? E quali saranno le soluzioni riguardo il restante pubblico
impiego?
A queste domande, cercheremo
di dare una risposta in questo post, e non credo saranno quelle che ci
aspettavamo, anzi, ci faranno ancor più innervosire e supporre che quell’acclamato
sciopero
 generale “si dovrà fare”.
Questo è quanto “a
parole
” è passato: per non accendere una miccia esplosiva, è stata trovata “una
pezza” 
e messe a tacere (secondo il sinistro dittatore) tutte
le Forze Armate. E quindi, Renzi presume che, passata la festa gabbato il
santo? Ovvero che, milioni di lavoratori della P.a. resteranno a bocca asciutta
senza muovere un dito? E che il Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico,
resterà impassibile di fronte all’ennesima presa in giro, con sberla?
Purtroppo, non potrà essere
stappata la bottiglia di spumante, nulla da festeggiare per il decantato
Sblocco stipendiale delle F.O., i soldi andranno a pochi e non a tutti. Ovvero,
ad una piccola fetta di dipendenti andranno pochi spiccioli, ed un’altra più
sfortunata si vedrà anche per l’anno prossimo lo stipendio bloccato. Infatti, una
parte di dipendenti, che non è ricca e che per pochi euro in più non è
rientrata nei beneficiari dei famosi 80 euro, non rientra neppure tra chi sarà
appezzato dall’eventuale sblocco.
Vediamo cosa dovrebbe
accadere da gennaio prossimo
, dopo
l’accurato studio della sinistra manovra del Premier e company:
NON verranno elargiti i
pagamenti delle somme arretrate e quindi, tutti i compensi spettanti dal
2011 in poi è andato in beneficienza per l’uso e consumo del governatori che si
sono susseguiti, fino all’attuale governo Renzi, incidendo non poco anche ai fini
pensionistici dei Comparti.
Esempio in ambito militare:
Un appuntato scelto, che nel 2011 aveva compiuto 17 anni di servizio potrà contare su
un aumento mensile netto di 142 euro.
Un brigadiere capo, che nel 2011 aveva compiuto 27 anni di anzianità, avrà un aumento
inferiore all’appuntato e si aggirerà attorno ai 125 euro.
Un maresciallo aiutante, che nel 2011 aveva compiuto 17 anni di anzianità, riceverà un
aumento di circa 148 euro.
Invece, un maggiore con 13 anni di anzianità dalla nomina, avrà uno scatto di
700 euro al mese.
Non andiamo oltre, non ci è permesso conoscere gli altri scatti/aumenti, ma già da
quanto riportato, constatiamo che mago Matteo con la compiacenza di Alfano, ha
pensato bene di comprarsi i “Colonnelli” lasciando con le pezze al c…ola
truppa.
Nell’ambito della Polizia di
Stato, la situazione non migliora: l
o sblocco
delle retribuzioni avrà effetto solamente sulle eventuali promozioni e
avanzamento di qualifica dei dipendenti.
Un assistente, che durante il periodo del blocco è transitato nella qualifica
di assistente capo, dal prossimo gennaio percepirà un aumento di circa 640 euro
l’anno (circa 53 euro al mese) e come già detto, nessun
arretrato verrà elargito
.
Un ispettore superiore che nel frattempo è diventato sostituto commissario,
beneficerà di un aumento economico di circa 1.036 euro l’anno (circa 53
euro al mese)
Insommanon tutti godranno dei benefici spettanti per norma e i
pochi beneficiari raccoglieranno solo le briciole considerando che il blocco
degli stipendi è avvenuto nel lontano 2010 e non sono previsti arretrati anche
ai fini pensionistici.
Ma non finisce qui cari lettoriperché mago Matteo a fronte
della brioche elargita a pochi con la mano destra, ha già preparato la carota
per tutti, nella sinistra.
Non posso esimermi dal
definire un mago il nostro Premier
, in poche
ore è riuscito a far pagare lo sblocco degli stipendi gli stessi appartenenti
ai Comparti: Esercito italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare,
Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Polizia di Stato,
Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato.
Eccovi la proposta
governativa:
Soluzione in vista per lo sblocco degli stipendi del comparto
difesa e sicurezza. Dal 1° gennaio 2015 dovrebbero, senza gradualità o
limitazioni, ripartire gli stipendi equiparati ai gradi e gli scatti di
anzianità:
 in ballo ci sono circa 850 milioni di euro da destinare
alle buste paga delle forze armate, di polizia e ai vigili del fuoco. Non
ci saranno arretrati o recuperi
 ma, dopo quattro anni di tetto
salariale – imposto alla fine del 2010 dall’allora ministro dell’Economia
Giulio Tremonti – l’attuale previsione di governo è dunque che dall’anno
prossimo si ripristina tutto e si rientra nella normalità: stop, in
particolare, alle promozioni bianche, cioè quelle giuridiche senza il
corrispondente aumento economico. Davanti a questo intervento però, che sembra
ormai più che probabile, palazzo Chigi e l’Economia hanno chiesto alle
amministrazioni dell’Interno e Difesa di dare un contributo specifico al
processo di risanamento finanziario in atto. Certo, alla Ragioneria generale
dello Stato è noto che, con l’attuale legislazione, lo sblocco degli stipendi
del comparto è già finanziato per il 2015, come ha scritto in una circolare
esplicativa del Def (vedasi II Sole 24Ore del 9 settembre). Ma,
oltre alla riduzione della spesa del 3%, che riguarda tutta la P.a., il
comparto difesa e sicurezza dovrà fare un’ulteriore spending review con la
rinuncia a circa 450 milioni. Fondi già accumulati e in bilancio, destinati al
riordino delle carriere del personale (238 milioni), più 19 milioni di
rimanenze, mentre gli altri 200 milioni circa sono stati conteggiati con il
blocco del turn over nel 2015. …”
Questo si evince dallo
stralcio presentato dal governo
. In
sintesi, pagheranno pochi spiccioli, non a tutti e niente arretrati; i soldi
verranno presi da quelli già accumulati e in bilancio per il 2015, che
erano destinati al riordino delle carriere,  e come se non fosse già
in atto, proseguirà il blocco del turn over.
Così detto, non credo che i Comparti in questione sentiranno tanto il gusto
della brioche, quanto invece il dolore della carota!
A questo punto una domanda mi
sorge spontanea. Perché qualcuno tende a festeggiare una vittoria, quando
tutte le Forze dello Stato ne stanno uscendo sconfitte, tradite, umiliate e
offese dalle arroganti affermazioni del furbo Renzi e dal suo governo? Non
capisco!

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