PRESTIGIO PER L’ISTITUZIONE E POI IL SILENZIO PER CHI HA RISCHIATO LA VITA ASSISTENZA E RICOMPENSE: DUE TRA LE PIÙ IMPORTANTI ESPRESSIONI DI COMANDO TRASCURATE DALL’ARMA DEI CARABINIERI

LA CRONACA – Roma, sono le ore 14.30 circa del 05.01.2018. Un pregiudicato di nazionalità rumena, a seguito di un diverbio avvenuto per futili motivi con il gestore di un bar sito in zona Termini, si allontana momentaneamente dal locale per ripresentarsi poco dopo armato di una bottiglia contenente liquido incendiario nonché diversi accendini, mediante i quali minaccia di dar fuoco al locale.

A seguito di segnalazione telefonica al 112 giungono contemporaneamente sul posto la pattuglia della STAZIONE CC TUSCOLANA e un EQUIPAGGIO DEL RADIOMOBILE. I militari intuiscono subito la pericolosità sociale del soggetto, in preda ad un evidente stato d’ira sicuramente non gestibile con la persuasione; bisogna agire in fretta e soprattutto non commettere errori che possano aggravare le già delicate condizioni di pericolo per l’incolumità pubblica.

Infatti, l’esagitato non è disposto a trattare in nessun modo con i militari e dalle minacce di morte passa subito ai fatti iniziando a cospargere di liquido infiammabile il locale e se stesso, lanciando anche schizzi di combustibile verso i militari imbrattandone le divise. Il suo comportamento dimostra cosciente ed inequivocabile volontà di portare a compimento un disegno criminoso che può trasformarsi in tragedia.

Come accade quotidianamente su tutto il territorio nazionale, una grande responsabilità incombe sui Carabinieri; ogni secondo può essere fatale, la paura e il pericolo non possono influenzare il dovere di questi valorosi uomini e donne in uniforme.

Senza indugio i quattro militari entrano in azione e con oculata scelta di tempo accorciano le distanze con il malvivente circondandolo, mentre i loro sguardi si continuano ad incrociare freneticamente per coordinare il loro imminente intervento. L’ispettore che capeggia la pattuglia del Radiomobile giunge a sorpresa alle spalle del malvivente riuscendo a sottrargli la bottiglia contenente ulteriore liquido incendiario, ma il pericolo più grave non è ancora scongiurato, poiché lo stesso continua a tenere stretto nella mano l’innesco; basta una scintilla per causare una strage… i suoi indumenti sono zuppi di liquido incendiario, così come quelli di tutti gli operanti che nonostante siano consapevoli del possibile tragico epilogo, si “avvinghiano” coraggiosamente al malintenzionato il quale, dimenandosi con calci e pugni, continua a tentare di provocare la fatale fiamma.

IL PRESTIGIO Un passante, percependo che in pochi istanti la situazione può degenerare, si procura una bottiglia d’acqua e dopo essersi avvicinato coraggiosamente al groviglio di uomini in divisa, inizia a bagnarli con l’intento di scongiurare il peggio. La cruenta colluttazione continua, i due Carabinieri della Stazione Tuscolana rimangono feriti; in particolare il più giovane subisce un violento pugno al volto che gli provocherà una lesione al timpano con fuoriuscita di sostanza ematica e 20 gg di prognosi, ma nessuno di loro arretra sino a quando non portano a termine l’audace operazione che si conclude con l’arresto del prevenuto e il corale plauso dei numerosi cittadini presenti tra cui un giornalista che non esita a documentare l’operato con un bellissimo articolo.

IL SILENZIOCi auguriamo – concludono i delegati militari Carmine CAFORIO e Giuseppe LA FORTUNA – che anche questa ardita prova di coraggio che esalta sprezzo del pericolo, rare virtù civiche e alto senso del dovere, non finisca nel macero del dimenticatoio o archiviata inspiegabilmente come le centinaia di proposte di ricompensa giacenti ai primi livelli della scala gerarchica che, in alcuni casi, risultano essere state stravolte nella loro realtà operativa e arbitrariamente sminuite. L’attività premiale costituisce, da sempre, una tra le più significative e importanti espressioni di comando ai vari livelli che alimenta e sostiene la gratificazione morale dei militari distintisi per condotta e risultati ottenuti. Infatti, come ben illustrato nelle disposizioni vigenti in materia, le ricompense dovrebbero essere la chiave per sostenere la motivazione dei nostri Carabinieri attraverso la quale riconoscerne formalmente l’impegno, il coraggio e la professionalità per il loro eccezionale operato.

Infine ci auguriamo che i vertici dell’arma si siano già adoperati nel prestare la doverosa attenzione e soprattutto assistenza nei riguardi dei due militari feriti in servizio che, in molti casi, sono costretti a sostenere di tasca propria le relative spese sanitarie per curare i danni fisici subiti durante l’assolvimento del dovere.