Poliziotto penitenziario si toglie la vita nella notte. In due anni 15 suicidi

“Abbiamo appreso con dolore che, questa notte, un assistente capo coordinatore di 48 anni del carcere di Roma Rebibbia si è tolto la vita a casa sua per impiccagione. Sembra davvero non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano”, dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE. “Siamo sconvolti. L’uomo era benvoluto da tutti e faceva servizio nel carcere di Roma Rebibbia. Nessuno mai ha percepito un suo disagio.”

Capece non entra nel merito delle cause che hanno portato l’uomo a togliersi la vita, ma sottolinea come sia importante “evitare strumentalizzazioni ma fondamentale e necessario è comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto estremo posto in essere dal poliziotto. Negli ultimi due anni sono stati 15 i poliziotti penitenziari che si sono tolti la vita: questo è il primo caso di quest’anno. Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria. È necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria. Non si perda altro prezioso tempo che potrebbe costare altre vite umane.”

Ufficio stampa Sappe

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