Poliziotti e Militari, filmati, derisi, umiliati ed aggrediti. Il governo li ringrazia con 3 euro al giorno di bonus

Poliziotti, carabinieri, finanzieri, militari, agenti della Polizia Locale, hanno cercato negli ultimi 40 giorni di far rispettare il continuo susseguirsi di decreti, autocertificazioni, sanzioni. Sono stati filmati, malmenati, sputati, aggrediti, derisi per strada e sul web.

Un duplice compito, preventivo, spiegando continuamente ai cittadini l’importanza di osservare le regole per il contenimento del contagio da Covid-19, e repressivo di ciò che fino a ieri non reato, ma oggi è una regola alla quale non si può contravvenire.

Un avamposto sul territorio per contenere il contagio, per evitare il collasso delle strutture sanitarie e la morte di molte, moltissime persone.

Costretti ad intervenire sin dall’8 marzo senza adeguati dispositivi di protezione individuale nonostante impegnati in prima linea in questa battaglia contro il Covid. “In molte zone del paese ne abbiamo veramente poche, in alcune situazione i colleghi si sono autotassati, in altre le abbiamo acquistate noi come sindacato con le poche risorse che abbiamo”, spiegava qualche giorno fa a Striscia la Notizia Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia.

E anche le poche mascherine che gli agenti hanno devono essere razionalizzate al massimo: le stringenti disposizioni a cui devono attenersi infatti impongono ad esempio che le monouso vengano usate per 4-5 giorni, oppure che in una pattuglia composta da due poliziotti solo uno la indossi. E il governo cosa dice? “Abbiamo scritto al capo della Polizia e al presidente del Consiglio, ma non abbiamo avuto risposte specifiche”, aveva concluso il sindacalista.

Insomma a ridosso del provvedimento governativo agenti e militari sono stati inviati allo sbaraglio? Non possiamo dirlo. Di certo non avevano tutti le stesse forniture. Addirittura, come riportato dai carabinieri del cocer (ancora senza esplicita risposta), nei primi giorni pare non potessero indossare le mascherine (avrebbero intaccato la dignità dell’uniforme?). Un pot-pourri di norme e tradizioni, di circolari, di pacchetti d’ordine ed alla fine chi ci ha rimesso la faccia tra botte, insulti e filmati denigratori sui social e la salute (per il potenziale contagio) sono stati gli uomini e le donne del Comparto Sicurezza e Difesa ogni giorno per strada e indennizzati con la bellezza di 100 euro (chissà quando?!) commisurato ai giorni lavorati nel mese di marzo (per aprile ancora non si sa). Dunque poco più di 3 euro al giorno per combattere contro un nemico invisibile, con gente fuori controllo, per essere sottoposti al pubblico ludibrio con filmati sul web rimbalzati dai social, tornando a casa con la paura di contagiare i propri cari, sterilizzando i dispositivi di protezione (nella maggior parte dei casi arrabattati) o magari utilizzando il vapore del ferro da stiro acquistato dall’Arma in alcune regioni (sic!)

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Questo il quadro della situazione. Ministri degli Interni e della Difesa? Non pervenuti. Sappiamo i loro nomi solo grazie a Wikipedia, ma siamo certi che il popolo in uniforme sarà loro grato per la “vicinanza” e soprattutto per i 3 euro al giorno.

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