Polizia in agitazione “A 62 anni non si può fare ordine pubblico o stare su una volante”

 I Segretari Generali dei sindacati di POLIZIA Coisp-Mosap, SAP, Fsp POLIZIA, Silp-Cgil-Uil POLIZIA, in rappresentanza della maggioranza del personale della POLIZIA di Stato del Paese, dichiarano da oggi lo stato di agitazione della categoria contro l’emendamento n. 189.0.2 proposto dal senatore Malpezzi alla legge di bilancio 2022, che prevede il prolungamento del servizio per i poliziotti di due anni oltre i limiti ordinamentali. ”Questa proposta non tiene conto delle innumerevoli problematiche interne alla POLIZIA, in primis quella dell’età: i nostri organici, infatti, si caratterizzano da un’età media molto elevata e questo andrebbe a inficiare il lavoro di chi è sul campo; a 62 anni, infatti, non è possibile svolgere in sicurezza i servizi di Ordine Pubblico, di controllo del territorio, di appostamenti per indagini di POLIZIA giudiziaria” spiegano i sindacati. “La norma – continuano – andrebbe inoltre a penalizzare migliaia di poliziotti che da tanti anni attendono la possibilità di crescere professionalmente, e inciderebbe gravemente sul turnover, bloccando ancora una volta l’arruolamento di tanti giovani. Le priorità per la sicurezza del nostro Paese sono altre: assunzioni straordinarie di giovani agenti, tutela legale per fatti di servizio, mezzi e dotazioni adeguate”. Nei giorni scorsi i sindacati si sono rivolti al ministro Lamorgese, al ministro Brunetta e al Capo della POLIZIA Giannini. Una nuova missiva, oggi, è stata inviata a tutti i segretari di partito: Matteo Salvini, Pietro Grasso, Matteo Renzi, Giovanni Toti, Enrico Letta, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Giuseppe Conte, oltre a tutti i capi gruppo di Camera e Senato.

Inoltre, spiegano, ”questo emendamento rischierebbe di incidere sul turn over, bloccando l’arruolamento di giovani operatori. Senza tralasciare che avrebbe conseguenze negative sui colleghi attualmente in servizio, limitando la possibilità di promozioni interne e pregiudicando le legittime aspirazioni di carriera, con un conseguente rallentamento della mobilità verso le province dove vi sono lunghe graduatorie di attesa. Inoltre la previsione si porrebbe in contrasto con il principio di specificità di cui all’art. 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183 dal momento che riguarda questioni previdenziali per le quali è opportuna e doverosa la concertazione con le Organizzazioni Sindacali. Riforme previdenziali non possono essere calate dall’alto ma necessitano di una doverosa concertazione”. ”In ragione di quanto evidenziato”, i segretari cofirmatari della lettera chiedono di ”non sostenere in Parlamento una misura che avrebbe conseguenze negative sul turn over, pregiudicando il necessario arrivo di giovani agenti di cui vi è grande bisogno, mettendo pertanto a rischio la sicurezza del Paese. A 62 anni di età non si possono svolgere in sicurezza servizi di ordine pubblico, controllo del territorio su una volante e nemmeno lunghi appostamenti per indagini di POLIZIA giudiziaria. La freschezza fisica è requisito fondamentale per dare massima efficienza ai servizi di POLIZIA. Ben altre sono le priorità per la sicurezza del nostro Paese, assunzioni straordinarie di giovani agenti, la tutela legale per fatti di servizio, mezzi e dotazioni adeguate. Ci affidiamo al senso di responsabilità del Senato nel valutare compiutamente questo emendamento, diversamente lo stato di agitazione si protrarrà e al fine di tutelare la categoria e la sicurezza del Paese la manifestazione di piazza diventerà imprescindibile”

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