“Ore 03.30, lui era appostato”. Così hanno investito il carabiniere

Il carabiniere a piedi, la gazzella in mezzo alla strada a segnalare il posto di blocco, l’auto dei fuggitivi che prima rallenta poi schiaccia il piede sull’acceleratore e tenta di investire il militare. Infine l’allarme, l’elisoccorso, il ricovero, la prognosi riservata.

 

Si chiariscono pian piano i contorni di quanto successo a Alessandro M., 48 anni, appuntato scelto “qualifica speciale” in forze al nucleo radiomobile di Imola. È piena notte quando alcuni cittadini sentono strani rumori provenire da un bar tabacchi di Lugo di Ravenna. La chiamata al 112 fa scattare immediata la caccia dei carabinieri. Vengono allertati i militari dei Comuni vicini. Sulle tracce dei malviventi si mettono almeno due pattuglie, una va incontro all’auto dei sospetti mentre l’altra si piazza lungo la strada per sbarrargli la fuga. Alle 3.30-3.45 di notte circa, in via Ponte, riferisce una fonte nei carabinieri al Giornale.it, l’appuntato è appostato in attesa del passaggio di un’auto rubata “nella contermine Cp. di Lugo”. Quando il mezzo si avvicina al posto di blocco, due passeggeri escono e scappano a piedi. Gli altri due invece restano a bordo, fingono di fermarsi all’alt, ripartono e tentano di investire uno dei due carabinieri sul posto. “Per fortuna è riuscito a spostarsi in tempo, limitando l’impatto”, dice un’altra fonte. Poi i malviventi si danno alla fuga.

 
 

Il collega di pattuglia gli presta subito soccorso. Il 118 elitrasporta Alessandro all’Ospedale Maggiore di Bologna dove viene ricoverato. La prognosi è riservata, le prime notizie lo danno “grave ma non in pericolo di vita”. Ora è stabilizzato, cosciente, ha la spalla destra lussata, un trauma cranico, una ferita lacero contusa all’arcata sopraccigliare destra (trattata con punti di sutura), una microfrattura L5 e varie contusioni. Si rimetterà, ma dovrà stare per un po’ in Osservazione Breve Intensiva. “Non se la sono sentita di agire più aggressivamente”, spiega un’altra fonte nei carabinieri evocando, appare evidente, l’uso delle armi.

Intanto prosegue la caccia ai quattro malviventi. Sono fuggiti a bordo di un’Alfa Romeo 159, risultata rubata venerdì scorso a Imola. Ad indagare è il reparto investigativo di Bologna. I carabinieri hanno già sentito anche il collega di pattuglia di Alessandro, che ora è “scosso” per quanto successo. Intanto gli investigatori stanno svolgendo tutti i rilievi del caso su un’auto simile a quella usata dalla banda di ladri per fuggire e trovata in fiamme in via Rivani, alla periferia di Bologna. Si cercano frammenti di dna o impronte che possano essersi salvate dal rogo. Sono al vaglio anche le immagini di sorveglianza della zona del tentato furto. Una fonte investigativa assicura al Giornale.it che c’è del materiale su cui lavorare, reperti trovati sia sull’auto che oggetti abbandonati dai malviventi nella fuga. I due ladri rimasti a bordo della vettura sono accusati di tentato omicidio. Tutti e quattro sono “persone note” alle forze dell’ordine ed è per questo, sostiene chi indaga, che hanno dato fuoco all’auto: “Abbiamo i loro dati”.

 

Articolo a cura di Giuseppe De Lorenzo per il Giornale.it

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