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NUOVI GUAI PER PAROLISI: RISCHIA UN PROCESSO MILITARE PER VIOLAZIONE DI ORDINI

A poco più di quattro mesi dalla condanna in secondo grado a 30 anni di carcere perché ritenuto colpevole dell’omicidio della moglie Melania Rea, Salvatore Parolisi potrebbe presto trovarsi a dover nuovamente affrontare un un processo.

Giovedì prossimo, infatti, l’ex caporalmaggiore, all’epoca dei fatti in servizio presso la caserma di Ascoli Piceno, comparirà, insieme al altri cinque indagati, al cospetto del gup del Tribunale militare di Roma in udienza preliminare per il presunto mancato rispetto di un ordine.
In termini tecnici, secondo l’accusa Parolisi si sarebbe reso responsabile di violata consegna continuata e aggravata, in quanto nonostante le consegne ricevute lo vietassero avrebbe offerto ripetutamente da bere alle soldatesse che si trovava ad addestrare.
L’inchiesta è stata aperta con l’obiettivo di fare piena luce su presunti festini tra militari e soldatesse che si sarebbero verificati nella caserma di Ascoli, dopo la denuncia di alcune soldatesse ascoltate in questi mesi dai magistrati.
Tuttavia, come la difesa dell’ex caporalmaggiore ha avuto premura di rimarcare, il reato contestato a Parolisi è sicuramente minore rispetto alle accuse di molestie e violenza di cui secondo l’accusa si sarebbero resi responsabili gli altri indagati.
Parolisi, inoltre, ha smentito di avere mai ricevuto soldatesse nel suo ufficio, né tantomeno di aver mai offerto loro da bere in quanto astemio. “Con rammarico, dobbiamo constatare che il nostro assistito si trova sempre ad essere l’eterno imputato in un altro procedimento”, ha commentato l’avvocato Federica Benguardato, una dei legali di Parolisi.

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