SICUREZZA: GALLITELLI, NON PRIVARE ITALIA DI STAZIONI ARMA SU TERRITORIO

Tre mesi fa era stato
il capo della polizia Alessandro Pansa a lamentarsi per i tagli alle forze dell’ordine.
Oggi e’ toccato al comandante generale dei carabinieri, Leonardo Gallitelli,
lanciare un forte appello alla politica affinché intervenga a favore degli
uomini e delle donne in divisa, il cui morale e’ in picchiata a causa dei
blocchi stipendiali.
Come conferma anche la mobilitazione di sindacati e Cocer.

Gallitelli ha parlato
davanti alla commissione Antimafia. “E’ ora – ha detto – di ripristinare
l’attenzione verso le risorse da dare alle forze dell’ordine, perché altrimenti
il personale si demotiva quando non si danno promozioni e si bloccano gli stipendi
per quattro anni”. Quest’esigenza, ha aggiunto, “si fa pressante
anche per il numero di personale che ci manca: i Carabinieri sono 103mila,
quando dovrebbero essere 118mila”.
Il comandante
dell’Arma ha voluto poi manifestare tutto il suo orgoglio per i presidi dei
carabinieri presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale. “Ci
sono – ha sottolineato Gallitelli – 4.608 stazioni e 55 tenenze dei carabinieri
sul territorio e noi difendiamo a tutti i costi questo presidio che non
appartiene all’Arma ma agli italiani e non vogliamo privare gli italiani della
sicurezza ravvicinata”. Infatti, ha proseguito, “assistiamo ad una
progressiva desertificazione della struttura pubblica vicina al cittadino: dagli
uffici postali alle banche, dalle scuole ai presidi sanitari: non priviamo il
cittadino della sicurezza. Più del 50% degli italiani – ha aggiunto – ha come
unico riferimento istituzionale la stazione dei carabinieri”.
Gallitelli non l’ha
detto esplicitamente, ma questo richiamo accorato potrebbe essere legato al
piano di razionalizzazione dei presidi delle forze dell’ordine sul territorio
che il Dipartimento della pubblica sicurezza sta predisponendo. Proprio a causa
dei tagli degli organici – anche la polizia e’ sotto di 15mila unità – si punta
a sinergie ed accorpamenti dei presidi delle diverse forze di sicurezza in
Italia, con soppressioni per evitare duplicazioni. Un piano contro cui si sono
già mobilitati i sindacati di polizia che paventano la “chiusura selvaggia
di centinaia di uffici”.
All’appello del comandante
dell’Arma si e’ così associato il sindacato di polizia Silp-Cgil.
“L’allarme demotivazione da parte delle forze dell’ordine a seguito del
blocco degli stipendi e delle promozioni lanciato dal gen. Gallitelli – ha detto
il segretario Daniele Tissone – non fa che confermare il disagio che vivono
tutti gli operatori della sicurezza a causa dei tagli inferti ai capitoli di
spesa delle diverse amministrazioni nonché ai diritti delle donne e degli uomini
in divisa”.