FORZE DI POLIZIA, NON SI VEDONO I SOLDI PROMESSI. NELLA LEGGE DI STABILITÀ PER ORA SOLO TAGLI

(di Paolo Padoin) – Il Sap, uno
dei sindacati di polizia che non era uscito molto convinto dall’incontro del 7
ottobre con Matteo Renzi, circa la reale soluzione del problema dei tetti
stipendiali per le forze dell’ordine e i militari, torna all’attacco. Gianni
Tonelli, il Segretario Generale, afferma che le prime anticipazioni sull’ormai
prossima legge di stabilità confermano tutti i suoi timori.

SAP – Dice
Tonelli: «In merito allo sblocco del tetto stipendiale per le forze di polizia
nessuna indicazione di risorse per il comparto sicurezza, mentre appare certo
un taglio di 310 milioni al ministero dell’Interno, con 230 milioni in meno per
il Dipartimento della pubblica sicurezza e una sforbiciata di 30 milioni alle
nostre indennità
».
PARTITA DI
GIRO – «In soldoni – secondo il segretario – vuol dire che si tratta di una partita
di giro: per dare ai poliziotti quel che è stato loro negato con 4 anni di
blocco salariale, si tagliano straordinari, indennità operative, buoni pasto,
fondo produttività e tanto altro
. A questo gioco noi – dice Tonelli – non ci
stiamo e pertanto come Sap restiamo mobilitati su tutto il territorio nazionale
con l’iniziativa #piazzapermanente che vede il nostro camper girare in tutte le
città italiane per spiegare ai cittadini i problemi delle donne e degli uomini
in divisa e soprattutto per raccogliere firme finalizzate a riformare la
sicurezza e a ridurre il numero di forze di polizia (petizione on
line:www.poliziaunita.it). Al Governo e al ministro Alfano in particolare
chiediamo chiarezza – conclude – non ci stiamo ad essere nuovamente presi in giro».

Vedremo quel
che accadrà nei prossimi giorni. La presentazione della legge di stabilità è
alle porte, ma se fossero confermate le perplessità del Sap e di Tonelli non
v’è dubbio che i poliziotti si sentirebbero presi in giro
. Proprio in un
momento in cui le piazze si riempiono di studenti e operai che protestano
contro le politiche del Governo Renzi. Il Governo in tal caso rischia di
scherzare col fuoco.