Ministro Guerini: Ristrutturazione della Difesa, dal reclutamento agli stipendi, dalla previdenza complementare alle associazioni sindacali

“Com’è noto, le Forze armate, oggi più di ieri, soffrono di un innegabile invecchiamento del personale, principalmente a causa della professionalizzazione combinatasi con le progressive riduzioni organiche imposte, per ragioni di bilancio, dalla legge n. 244 del 2012. In tale ambito ritengo si possa partire anche dalle proposte recentemente avanzate dalle Forze armate, volte a rivedere il modello di reclutamento dei volontari in ferma prefissata, passando dall’attuale struttura 1 più 4 ad un modello 3 più 3, rispondendo al contempo alle richieste di coloro che desiderano intraprendere la carriera militare.”  E’ quanto ha affermato il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini in audizione in Commissione Difesa.

 

“Esiste, inoltre, la necessità di avviare proficui percorsi che consentano di adeguare il livello delle retribuzioni del personale militare in ragione del consolidato principio della specificità. In tal senso, sulla base delle linee tracciate nell’ambito del comparto difesa e sicurezza, alcuni importanti risultati sono stati conseguiti con i recenti provvedimenti correttivi ai decreti legislativi sul riordino dei ruoli e delle carriere, a cui va aggiunto un ulteriore sforzo, pur nei limiti di bilancio, per incrementare le risorse ad esse destinate.

Un’ulteriore sfida per il futuro è rappresentata dalla necessità di mettere in campo soluzioni idonee e concrete che consentano ai militari di poter assolvere, con maggiore serenità, gli onerosi impegni di servizi cui sono chiamati, senza trascurare le esigenze di ognuno. Intendo, perciò, avviare processi virtuosi che consentano di bilanciare, da un lato, i compiti operativi delle Forze armate, adeguandoli al mutato scenario di sicurezza, dall’altro, le legittime aspettative del personale. Dovrà essere uno sforzo sinergico che necessiterà di convinto coinvolgimento anche di altri dicasteri, sia per la specificità del servizio reso dagli appartenenti alle Forze armate, sia per sostenere e supportare adeguatamente le loro famiglie.

È mio intendimento porre la giusta attenzione al preoccupante e drammatico fenomeno dei suicidi. Pertanto non esiterò a sostenere gli organismi istituiti presso ogni Forza armata e, a livello centrale, presso lo stato maggiore della Difesa, affinché possano svolgere la loro azione di analisi, di monitoraggio e di consulenza, in maniera aderente ed efficace.

Con riferimento, invece, all’assunzione di nuovo personale, occorre individuare procedure innovative atte a coniugare un’alimentazione qualitativa e quantitativa appropriata con percorsi più moderni ed efficaci per il reinserimento nel mondo del lavoro del personale a tempo determinato, anche ricorrendo alle potenzialità di strumenti organizzativi interni, quali l’Agenzia industria e difesa e la società Difesa Servizi S.p.A., superando eventuali vincoli normativi attualmente vigenti. Occorre, peraltro, rafforzare l’integrazione interforze, anche attraverso un più funzionale ed efficace impiego delle risorse e una crescente sinergia ed armonizzazione dei comparti operativo, logistico e della formazione.

Proprio con specifico riferimento al settore formativo, intendo promuovere l’alta formazione del personale destinato a ruoli dirigenziali apicali attraverso iter formativi sempre più improntati allo sviluppo del pensiero strategico. Ciò anche al fine di proporre candidature qualificate e competitive per gli incarichi in ambito inter-agenzia e soprattutto internazionale, allo scopo di acquisire posizioni di rilievo per la promozione e la tutela degli interessi del Paese. 

Assicuro il mio convinto sostegno al percorso parlamentare intrapreso per dare attuazione al pronunciamento della Corte costituzionale in ordine alle associazioni professionali di natura sindacale del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia a ordinamento militare, con l’auspicio di conseguire al più presto soluzioni condivise e confacenti agli interessi di tutti.

Risulta non più procrastinabile affrontare, nell’ottica della specificità riconosciuta al comparto difesa e sicurezza, il problema della previdenza complementare in favore del nostro personale che, dopo ventiquattro anni dall’adozione del sistema contributivo, nonostante le reiterate dichiarazioni d’intento e i perentori impegni assunti, non dispone ancora della possibilità di compensare con i fondi pensione l’inevitabile riduzione del trattamento pensionistico determinata dai nuovi metodi di calcolo.

Per quanto concerne la magistratura militare e viste le proposte di legge all’esame del Parlamento, nel quadro delle competenze attribuite dall’ordinamento, intendo sostenere un qualificato progetto di riforma che muove da un’esigenza di razionalizzazione della giustizia militare e di risparmio di spesa e, al tempo stesso, di salvaguardia degli interessi di specialità e di coesione interna delle Forze armate.

È allo studio, da parte dei competenti uffici dei ministeri interessati, una complessiva proposta di delega legislativa che coinvolgerà anche la dimensione militare.  In una fase – ha concluso il Ministro – come quella che stiamo vivendo, nella quale il ritmo del cambiamento pare addirittura aumentare, appare necessario avviare una nuova azione di manutenzione e riqualificazione della complessa macchina della Difesa, per renderla coerente alle necessità dei tempi e per non farci trovare impreparati.

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