Ministro della Difesa sul generale che ha lasciato la cerimonia del 25 aprile: “I militari dovrebbero rimanere sempre al di fuori delle dispute di natura politica”

“Pensavo che non fosse necessario intervenire in merito alla vicenda del 25 aprile a Viterbo, tuttavia visto che qualcuno oggi cerca di strumentalizzare una notizia uscita e non esatta, credo sia giusto dire cosa io penso di quanto accaduto.” È quanto spiega il ministro della difesa in merito alle contestazioni del 25 aprile a Viterbo.

Conosco il Gen. Ricco’ e lo stimo professionalmente; non conosco invece l’oratore, ovvero il presidente dell’Anpi locale Roberto Mezzetti, ma personalmente credo che entrambi abbiano adottato comportamenti non adeguati al contesto delle celebrazioni.

I militari dovrebbero rimanere sempre al di fuori delle dispute di natura politica, non essere oggetto di strumentalizzazioni e costituire garanzia per le libere e democratiche espressioni di idee e opinioni.

Al contempo, questo non significa che io approvi quello che è stato dichiarato dal presidente Mezzetti. Ritengo che durante una festa nazionale, come quelle del 25 Aprile, le parole più opportune debbano essere di unione e non divisione. Si possono riportare dati e numeri, anche certificati, c’è però una questione di opportunità che non può passare in secondo piano e laddove la si ignori, il rischio è veicolare una strumentalizzazione che in alcuni casi, proprio com’ è accaduto a Viterbo, rischia di apparire un’offesa e di infrangere il sentimento patriottico che io stessa custodisco con orgoglio.

I nostri militari rischiano il sacrificio della propria vita ogni giorno per garantire la nostra sicurezza, in Italia e all’estero. E lo hanno fatto e continuano a farlo anche in Afghanistan. Questa è una consapevolezza che deve avere ognuno di noi. Io sono fiera di loro!

Per ultimo, come abbiamo già spiegato stamani, dalla Difesa non è stata aperta alcuna inchiesta, ma come previsto dalla legge, le autorità militari competenti dovranno avviare una procedura di accertamento dei fatti. Si tratta di un provvedimento che l’amministrazione adotta, a garanzia di eventuale personale militare interessato e a tutela della stessa immagine delle Forze Armate.  Questo è quanto. Viva le Forze Armate e viva l’Italia!”