MILITARI E POLIZIA: A FEBBRAIO NIENTE ARRETRATI CONTRATTUALI IN BUSTA PAGA

Abbiamo ricevuto moltissime richieste sugli arretrati del contratto del triennio 2016-2018 per il Comparto Sicurezza e Difesa. Non sappiamo ancora quando saranno pagati, devono ancora superare il vaglio della Ragioneria Generale dello Stato, ma una cosa è certa: non saranno pagati questo mese.

Siti poco attendibili speculano con titoloni e false promesse, ma, ad oggi, possiamo “rassicurarvi” che nella busta paga di questo mese non troverete arretrati ma, purtroppo, soltanto tasse ed oneri. Si, infatti, come vi abbiamo anticipato a febbraio lo stipendio sarà più “leggero” e non solo per il mancato pagamento degli arretrati, ma anche per il “temuto” conguaglio fiscale, ossia il saldo tra le ritenute d’acconto mensilmente operate e l’imposta dovuta, relativo all’anno fiscale 2017. Questa operazione potrebbe causare sullo stipendio una differenza a credito o a debito. In fase di conguaglio fiscale di fine anno viene determinata l’effettiva spettanza in base al reddito complessivo e ai giorni lavorati e determinati i conseguenti aggiustamenti. Cerchiamo di fare chiarezza. Dalle operazioni di calcolo e pagamento può risultare:

    • un credito a favore del dipendente, se l’imposta complessivamente dovuta è inferiore al totale delle ritenute già operate nei singoli periodi di paga; in questo caso le maggiori ritenute applicate nell’anno sono rimborsate direttamente al dipendente amministrato nel cedolino mese del conguaglio.
    • un debito, se l’imposta complessivamente dovuta è superiore al totale delle ritenute già operate nei singoli periodi di paga; in tal caso le ritenute a debito sono trattenute nel cedolino del mese del conguaglio.


I maggiori importi attribuibili al riordino delle carriere per l’anno 2017,lasciano ipotizzare conguagli, anche consistenti, a debito per molti appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa. A compensare il debito i potenziali oneri deducibili/detraibili ma soltanto per la platea del Comparto che deve recuperare le spese sanitarie/universitarie del 2017.