MARESCIALLO SI ABBASSA LE MUTANDE, POI CERCA DI MASTURBARE UN RAGAZZO

Assolto in primo grado, condannato in appello: 1 anno e 4 mesi (ma la pena è stata sospesa) per il maresciallo della caserma di Brescia, in Piazza Tebaldo Brusato, che nell’aprile di 6 anni fa avrebbe molestato un giovane egiziano, oggi 32enne: si sarebbe tirato giù i pantaloni e gli avrebbe palpato i genitali. Lo scrivono il Giornale di Brescia e BresciaToday.

La vicenda risale appunto a 6 anni fa. Il giovane egiziano accompagna in caserma in fratello, con loro c’è anche la sua compagna. E’ il fratello che viene convocato per ritirare una querela, per questioni inerenti al suo vecchio lavoro. Ma è il giovane egiziano che sarebbe finito nelle mire del militare.

Sarebbero rimasti chiusi in una stanza, il tempo che basta. Il maresciallo avrebbe chiesto al ragazzo (che allora aveva 26 anni) se fosse fidanzato o meno. Non avrebbe aspettato la risposta: in pochi secondi il carabiniere si sarebbe abbassato pantaloni e mutande, e poi palpeggiato i genitali della sua “vittima”.

La denuncia non arriva subito, anzi: il giovane egiziano preferirebbe finisse lì. Ma è la sua ragazza che si muove, contattando un amico carabiniere. Il processo: in primo grado il maresciallo viene assolto. Avrebbe raccontato tutta un’altra storia: i ragazzi infastiditi per la convocazione, e che avrebbero concluso la “seduta” a male parole.

Poi la sentenza in appello: condannato a 1 anno e 4 mesi, e da tempo non più in servizio a Brescia. E non è ancora finita: il prossimo passaggio è una causa civile. Non diretta al maresciallo, già condannato, ma addirittura a tutta l’Arma dei Carabinieri.

Si tratta di una richiesta di risarcimento per danni morali, per “il sopruso e la violazione dell’intimità”, operato “da una persona che per ruolo e funzione dovrebbe essere invece deputata alla tutela della persona”.