“L’ho ammazzato”, avrebbe urlato il brigadiere da dentro la caserma. I motivi del trasferimento del comandante

Sono ore di angoscia e di apprensione ad Asso, nel Comasco, per il luogotenente Doriano Furceri, che è stato gravemente ferito dai colpi di pistola esplosi da un brigadiere in servizio nella stessa caserma, Antonio Milia, cinquantenne. L’uomo si è asserragliato, poi, nella stazione che è stata circondata dai militari e anche dei corpi speciali, nella speranza che la vicenda non volga al peggio.

“L’ho ammazzato”. È quanto avrebbe urlato il brigadiere Antonio Milia da dentro la caserma dei Carabinieri di Asso parlando del comandante di stazione, il luogotenente Doriano Furceri.

Almeno tre i colpi esplosi verso il sottufficiale: chi era in caserma in quel momento ha sentito distintamente un colpo, quindi i lamenti del ferito e poi almeno altri due colpi. Il brigadiere si è asserragliato in un locale all’interno dell’edificio, di tipo moderno, costruito una trentina di anni fa e da quel momento per nessuno è stato possibile sincerarsi delle condizioni del luogotenente.

Intorno alla caserma di Asso sono arrivati i reparti speciali dell’Arma, pronti a intervenire, con giubbotti antiproiettile e la loro strumentazione all’avanguardia.

Il luogotenente Furceri era stato trasferito ad Asso nel mese di febbraio, dopo 17 anni trascorsi quale comandante della stazione di Bellano, sul lago di Como ma in provincia di Lecco. Il trasferimento era stato disposto dopo che il sottufficiale dal mese di dicembre dello scorso anno era stato oggetto di ingiurie e accuse con scritte anonime sui muri del paese. Le scritte denunciavano un presunto intrigo amoroso del comandante con più di una donna sposata, con i rispettivi mariti pronti a passare alle vie di fatto (leggi qui). Un’altra scritta denunciava invece una situazione lavorativa irregolare in capo alla moglie del comandante. Il comando provinciale di Lecco aveva spiegato che “i fatti che riguardano il comandante della stazione di Bellano sono al vaglio dell’autorità giudiziaria e sono anche oggetto di un’autonoma inchiesta avviata dall’Arma dei carabinieri per stabilire i contorni della vicenda e anche per valutare la sussistenza o meno dei requisiti per la permanenza del militare nell’attuale incarico o di un eventuale trasferimento altrove, vanno verificati i fatti anche a tutela dell’interessato”. In seguito a questo, era poi scattato il trasferimento ad Asso. Le verifiche in queste drammatiche ore puntano a chiarire se i fatti possano essere messi in relazione con le accuse che determinarono il trasferimento di Furceri.

error: ll Contenuto è protetto