LE BANDOLIERE LUCIDE NON BASTANO!

Preservare la vita umana è il prioritario obbiettivo delle forze dell’ordine, non importa che tu sia un pericoloso mafioso o un disperato bracciante agricolo, colpire a morte un qualsiasi individuo non può che essere l’extrema ratio giustificabile ma mai auspicabile.


Ciò che è successo a Rosarno, nella campagne calabresi, dove il Carabiniere nella foto si è visto costretto ad utilizzare l’arma di ordinanza per evitare un fendente potenzialmente mortale ripropone l’ennesima questione legata alle dotazioni delle forze dell’ordine, del resto gli operatori di polizia hanno il diritto di tornare a casa sani e salvi dalle loro famiglie.

carabiniere ferito
Non posso ovviamente entrare nel merito della legittimità dell’uso dell’arma da parte del Carabiniere, posso sperare umanamente che il magistrato inquirente ravveda senza problemi la legittimità dell’azione ma è chiaro che ogni volta che si estrae la pistola è inevitabile l’inizio di un calvario giudiziario che comunque congelerà la vita non solo dell’esponente della forza pubblica ma anche della famiglia dello stesso.
Non si devono avere morti gratuite, si devono avere agenti preparati e ben equipaggiati fermo restando che lo stesso intervento di polizia non è uguale a se stesso, non esistono esagitati tutti uguali così come non esistono liti in famiglia o rapine esattamente identiche a quelle già affrontate.
Ed è negli equipaggiamenti il problema, ci  ostiniamo a non implementarli, è proprio in quelli che si racchiude una delle spiegazioni a queste tragedie, taser e spray al peperoncino si evidenziano sempre più imprescindibili per evitare ricadute negative anche e sopratutto in termini di immagine ed efficacia dell’azione di polizia.
Perché vedere manifestazioni dove si inneggia al razzismo, che nulla centra, ma a cui moltissimi danno comunque questo significato, squalifica il valore dell’operato di chi ogni giorno scende in strada con la paura di dover affrontare, oltre alle lame di una certa delinquenza, i costi economici, umani e professionali del’atto dovuto.
Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare per guardare in faccia certe questioni con il coraggio di affrontare la modernità?
Quanto tempo ancora ci vuole per capire che non bastano più bandoliere lucide, scarpe mocassino perfette, divisa impeccabile, non basta essere semplicemente belli e presentabili dando magari una mano di vernice a vetture con oltre 200.000 km, ci vogliono dotazioni e strumenti moderni capaci di dare agli operatori una gradualità vera nell’uso della forza perché non si può passare dalle mani nude, allo sfollagente e passare subito alla pistola considerato quanti altri strumenti intermedi esistono (non dobbiamo inventarli!!).
E se vogliamo credere ai Carabinieri razzisti e violenti che lo si faccia pure nella consapevolezza però di quella beata ignoranza che certe vicende, purtroppo, portano e continuano a portarsi dietro sempre più di frequente in ogni tragica cronaca.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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