L’ammiraglio Enrico Credendino al timone della Marina Militare: “Rendo merito al mio equipaggio. Dedicherò tutto me stesso alla guida della forza armata”

L’ammiraglio di squadra Enrico Credendino è il nuovo  Capo di Stato Maggiore della Marina Militare . Succede all’ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone, designato prossimo Capo di Stato Maggiore della Difesa.

La cerimonia di insediamento si è volta nel pomeriggio del 4 novembre 2021 nei giardini di Palazzo Marina, alla presenza del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, del sottosegretario Stefania Pucciarelli, dei presidenti delle commissioni Difesa di Camera e Senato e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli.

Salutando il personale, l’ammiraglio Cavo Dragone ha ricordato come gran parte del suo mandato, durato 28 mesi, sia stato caratterizzato dalla pandemia di Covid-19. La Marina italiana – ha ricordato l’ammiraglio – ha fatto da apripista per le Marine di altri paesi, colpiti dalla pandemia alcune settimane dopo di noi, a cui ha potuto fornire preziosi consigli. Anche in patria si è rimboccata le maniche, offrendo un contributo importante, con il proprio personale medico e paramedico, alla difesa e al servizio sanitario nazionale. Allo stesso tempo ha saputo rispettare tutti i propri impegni, sia per le missioni nazionali che come contributi alle forze aeronavali dell’Unione europea e della NATO, grazie al sacrificio degli equipaggi, che hanno affrontato il mare per mesi senza mai poter scendere a terra per rispettare l’isolamento. Tra tutti i traguardi raggiunti, l’ammiraglio Cavo Dragone ha voluto ricordare in particolare la campagna svolta negli Stati Uniti dalla portaerei Cavour per la certificazione ad operare con i nuovi F-35Dopo la cerimonia del passaggio della bandiera di guerra, simbolo del comando, l’ammiraglio Credendino ha ringraziato il Presidente della Repubblica, il ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore della Difesa per averlo scelto come nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina. Dopo aver sottolineato che l’avvicendamento è avvenuto simbolicamente nel Giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate, ha poi rivolto i propri auguri per il nuovo incarico al suo predecessore, sulla cui rotta si è impegnato a mantenere saldo il timone della Marina: «Sono pienamente consapevole – ha detto l’ammiraglio – di raccogliere un’eredità pregiata, fatta, come dice la nostra preghiera, di petti di ferro, di impegno, di eccellenza e di grandissima dedizione verso il paese».

Nel delineare le proprie linee programmatiche, l’ammiraglio Credendino ha indicato cinque priorità: diffusione della cultura marittima in un paese che dipende dal mare in ogni aspetto sociale, economico e di sicurezza, attenzione alla pianta organica del personale e al suo benessere, compreso l’adeguamento delle strutture di lavoro, il rinnovamento dello strumento operativo e la lotta al Covid.«Al centro del Mare Nostrum, l’Italia – ha ricordato l’ammiraglio Credendino, citando anche la recente istituzione della Zona Economica Esclusiva da parte del Parlamento – è un paese a spiccata connotazione marittima, fortemente dipendente dal mare in ogni aspetto socioeconomico e di sicurezza. Il Mediterraneo, critico fianco sud della difesa dell’Unione europea e della NATO, è oggi al centro di preoccupanti competizioni e di interessi geopolitici ed economici dei paesi rivieraschi: intensificando la loro presenza militare in tutta la regione, attori statuali e non statuali mettono a rischio i nostri diritti per lo sfruttamento delle risorse marine e insidiano la fondamentale libertà dei traffici marittimi e della navigazione, che è nostro imperativo difendere e tutelare».

L’area di immediato interesse nazionale – ha spiegato il nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare – è il “Mediterraneo allargato“: «un continuum geostrategico e geoeconomico con il Mar Nero e l’Oceano Indiano e il Golfo Arabico. Tale area è scossa da faglie profonde, ingerenze di attori assertivi, traffici illeciti, disordini sociali e fenomeni di natura religiosa e climatica. La Marina dovrà quindi continuare ad assicurare una presenza aeronavale continua e adeguata per la sorveglianza dei bacini marittimi di interesse nazionale e la difesa delle linee di navigazione. Uno strumento importantissimo sarà offerto dalla “Direttiva ministeriale per la strategia di Difesa e sicurezza nel Mediterraneo”, in corso di emanazione, che costituirà un primo e fondamentale passo verso il riconoscimento del ruolo dell’Italia come media potenza regionale marittima».

«Al centro del cluster economico nazionale, la Marina Militare continuerà quindi, nel solco della propria tradizione plurisecolare di prontezza, flessibilità e capacità operativa, ad assicurare la salvaguardia della marittimità dell’Italia, assicurando la tutela degli interessi di tutti gli stakeholders. Strumento interforze per vocazione, la Marina continuerà ad assolvere i propri compiti istituzionali grazie al sacrificio, al coraggio e alla determinazione del suo personale, la sua più pregiata risorsa. Rendo merito al mio equipaggio – ha concluso il nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare – a cui assicuro che dedicherò tutto me stesso, con ogni mia energia, alla guida della forza armata».Torinese, 58 anni, l’ammiraglio Credendino arriva al vertice della Marina Militare dal comando in Capo della Squadra Navale, il cuore pulsante della Marina, con le sue 91 navi, 6 sommergibili e 75 tra aerei ed elicotteri, che impiegano in totale circa 18mila militari, uomini e donne di tutte le età. In precedenza, aveva ricoperto il comando degli Istituti di formazione della Forza armata.

Dal 2015 al 2020 l’ammiraglio Credendino è stato il primo comandante della Forza navale dell’Unione Europea nel Mediterraneo, EUNAVFOR Med – Operazione Sophia, guadagnandosi l’apprezzamento unanime della Commissione europea e dei governi degli altri stati-membri per aver guidato con competenza, professionalità ed efficacia la prima operazione della politica comune di difesa e sicurezza dell’Unione Europea nel Mar Mediterraneo. Nel secondo semestre del 2012 aveva comandato per sei mesi la Forza navale dell’Unione europea nell’Oceano Indiano, EUNAVFOR “Atalanta”.

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