LA RIVOLTA DEI POLIZIOTTI PER IL CIBO: “FETTINE MINUSCOLE E PASTA SCONDITA, CI PORTIAMO IL PANINO DA CASA”

( pso per Tiscali Notizie) – Poliziotti a stecchetto a Genova. Il segretario provinciale del Siap non ci sta e scrive una lettera di protesta al questore puntando l’indice contro la ditta (ma non contro i dipendenti) che ha l’appalto del servizio. La lettera di Traverso è molto circostanziata. “Le grammature non vengono rispettate, quindi la classica fettina di carne si riduce a un sottile quadratino di pochi centimetri. Il pesce è tutto lische, mentre la pasta, che dovrebbe essere un piatto essenziale, che fa bene e riempie, spesso non è condita a dovere. Di un bianco smorto… Non sto parlando di sugo con astice, ma di semplice pomodoro! Eppure cosa costerebbe aumentare le dosi di trenta grammi visto che la pasta non è certo un piatto per ricchi?”.

Ottimo il servizio

Sulla qualità del servizio offerto dagli inservienti della ditta Dussmann, ha detto a tiscali il sindacalista, “nulla da eccepire, anzi confermiamo la nostra solidarietà nei confronti dei dipendenti che in queste ore stanno lottando per il loro posto di lavoro”. L’ultima lettera di protesta ha anche spiegato Traverso, “l’abbiamo ricevuta dalla Stradale, che ci ha segnalato il problema delle dosi e ci chiedeva di intervenire sul mancato rispetto di quello che prevede l’appalto. Internamente abbiamo segnalato alla commissione paritetica provinciale le carenze. Poi sarà l’amministrazione a porre il problema alla ditta. Se non vengono rispettate le regole, allora si può addirittura togliere l’appalto. Ma questo è l’ultimo step”.

Menù insufficiente

Non ci sono scuse che tengano, è proprio il menù a essere insufficiente. “In primo luogo, un menù scarso vuol dire un pasto meno nutriente e completo – va avanti Traverso riferendosi a proteine e calorie –; poi quando si paga si deve ricevere quello che è previsto. Al contrario, l’amministrazione ha dato in appalto un servizio, ma la ditta non lo fornisce”. Inoltre, a parte la pancia vuota, in ballo c’è anche il posto di lavoro di tante dipendenti dell’azienda. “Gliel’hanno detto chiaramente: se non accettate una diminuzione dell’orario di servizio dobbiamo trasferirvi. Quindi non interveniamo solo per i nostri problemi, ma anche per loro, per solidarietà, perché sono con noi ogni giorno nelle nostre caserme. Senza contare che i tagli al personale peggioreranno il servizio”.

Proteste anche a Ventimiglia, Torino e Sanremo

La fame è tanta, per rimediare c’è chi porta il panino da casa. “Quando si parla del panino da casa, vuol dire che il servizio è insufficiente – conclude il segretario provinciale del Siap, Roberto Traverso – e che la pazienza è finita. Non si può garantire un pasto con una mozzarella e due pezzetti di tonno e costringerci a un digiuno forzato. Non mi resta che dire che siamo alla frutta, ma delle volte neppure la troviamo”. Non è la prima volta che gli agenti di polizia protestano per lo stesso motivo, altrettanto è avvenuto di recente in altre regioni d’Italia. In particolare a Torino, Ventimiglia e Sanremo, soprattutto nel periodo in cui gli agenti erano impegnati ai confini con la Francia, quando i migranti tentavamo di varcare la frontiera.