LA LUNGA EUTANASIA DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE E LA NASCITA DEI PRIMI SINDACATI

La maturazione di una coscienza professionale democratica e costituzionale all’interno degli appartenenti alle Forze dell’ordine è stato un fenomeno molto importante nell’Italia degli ultimi anni. Negli anni Settanta si sono sviluppati importanti movimenti nelle caserme per reclamare i diritti democratici. In prima fila erano i giovani operai e studenti in servizio di leva, ma parallelamente si mobilitavano e scendevano in piazza anche sottufficiali e ufficiali, specialmente dell’Aeronautica militare, poliziotti, finanzieri, agenti di custodia e perfino carabinieri.

Sono gli anni in cui Franco Fedeli, alfiere della sindacalizzazione della Polizia di Stato, all’indomani della smilitarizzazione, scrive:

“Dovremo tenere ben presente che nel Palazzo non sono scomparsi i “falchi neri”. Occorre una forza massiccia della base, il contributo generoso di ognuno per edificare questa nuova Polizia. Non mancheranno lusinghe, offerte sottobanco, auree promesse, tendenti a dividere il personale. Comincerà la “caccia” al poliziotto, spunteranno come funghi i “salvatori della Polizia”, “nuovi protettori” sorretti dai soliti “compari”. Ci sarà chi cavalcherà tutte le tigri del più bieco corporativismo, per mettere i poliziotti gli uni contro gli altri, per far germinare una pletora di sindacati e sindacatini a capo dei quali si porranno gerarchi e gerarchetti. Saranno in molti a speculare sulle aspirazioni frustrate, sulle attese tradite…Cadere in questa trappola è pericoloso poiché rischia di vanificare dieci anni di lotte dei poliziotti.
La riforma potrà essere gestita solo se si sarà capaci di costituire un organo di rappresentanza efficiente ed unitario in nome del quale si è combattuto, sofferto, pagato. Diffidare quindi degli eroi dell’ultima ora, dei falsi “puri” che si ammantano di una falsa autonomia per nascondere equivoche strumentalizzazioni. C’è una sola collocazione per i poliziotti ed essa è all’interno del grande movimento dei lavoratori, al fianco della stragrande maggioranza dei cittadini democratici. (Nuova Polizia e Riforma dello Stato – N. di febbraio 1981)

Parole quanto mai attuali alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale sul divieto di costituire sindacati per i militari. In attesa di conoscere il testo della sentenza che sarà depositato entro 60 giorni, spuntano come funghi nuove sigle pronte ad accaparrarsi i militari non appena sarà possibile.

In realtà il monito della Corte rivolto al Legislatore, demanda a quest’ultimo la modifica della Legge ritenuta incostituzionale con i ben noti tempi che comporta legiferare in Italia. Il prossimo governo, semmai riuscirà a concretizzarsi, con ogni probabilità coinciderà con l’ultimo mandato della Rappresentanza Militare a 40 anni dalla sua istituzione. Sarà dunque una lunga eutanasia che durerà l’intero mandato? Staremo a vedere…