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INCURSORI E PREDATOR CONTRO IL JIHAD NEL MEDITERRANEO: ECCO L’OPERAZIONE “MARE SICURO”

(di Sergio Rame) – Incursori della Marina militare, compagnie di
fucilieri del San Marco, quattro navi tra cui unità dotate di attrezzature
sanitarie ed elicotteri, aerei senza pilota Predator dell’Aeronautica per la
sorveglianza dal cielo faranno parte di “Mare Sicuro“. Saranno
impiegati per contrastare la minaccia jihadista nel Mare Mediterraneo. La
pianificazione dell’operazione, elaborata dagli stati maggiori e
anticipata dall’Adnkronos, è ormai in fase di avanzata.

Del gruppo navale faranno presumibilmente parte una nave da sbarco della
classe San Marco o San Giusto, una o più fregate e cacciatorpedinieri, in tutto
un migliaio di militari italiani. Si concretizzerà in questo modo “il
potenziamento del dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo
centrale” annunciato ieri in parlamento dal ministro della Difesa Roberta
Pinotti dopo l’attentato al Museo del Bardo in Tunisia. Il compito assegnato
alle unità navali e agli assetti aerei sarà di incrementare il dispositivo di
sorveglianza davanti alle coste del Nord Africa. Si punta così ad
assicurare un più rapido intervento in caso di necessità per la tutela di
connazionali in pericolo e per la sicurezza di infrastrutture di interesse
nazionale come aziende e piattaforme petrolifere italiane situate nelle aree a
rischio.

Ma l’operazione “Mare Sicuro” non convince Giorgia Meloni: “Con
l’operazione ’Mare sicurò, il governo si sveglia e prende finalmente coscienza
della necessità di pattugliare le nostre coste e di mettere la Marina Militare
al servizio della sicurezza nazionale. Ma non è ancora sufficiente, perché la
risposta alla gravità degli eventi che si stanno verificando in Nord Africa non
può essere data solo con azioni simboliche ma con una strategia
complessiva di intervento che preveda azioni concrete ed efficaci”.

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