“Il poliziotto che mi ha sparato ha mirato ad altezza d’uomo”

Un braccio teso e dritto verso la persona che stava scappando. In questa posizione, il poliziotto della questura di Firenze avrebbe fatto partire un colpo di pistola, che solo per un caso fortuito non raggiunse il gambiano di 22 anni che era già stato tagliato con un coltello al volto e colpito alla tempia con il calcio di quella stessa pistola, la Beretta calibro 9 d’ordinanza. Da cui poi partì anche un secondo colpo, stavolta in aria.

E’ quanto emerge dalle testimonianze acquisite ieri mattina, davanti al gip Giampaolo Boninsegna, con la formula dell’incidente probatorio, della vittima dell’aggressione, avvenuta alle Cascine il 19 maggio scorso, e di altri due testimoni.

Quel blitz sarebbe la conseguenza di un non meglio chiarito episodio di cui sarebe stata protagonista la sera prima la sua compagna. E lui, il mattino successivo, sarebbe tornato lì, a regolare quelle questioni.

Il poliziotto, 47 anni, è ancora in carcere: l’iniziale misura degli arresti domiciliari è stata infatti aggravata per un episodio di resistenza a pubblico ufficiale avvenuto nel corso di una perquisizione a suo carico. I suoi legali, gli avvocati Ilaria Nannini e Marco Calabrese, confidano di ottenere una sistemazione più idonea al suo stato di salute.

L’assistente capo qualche giorno prima dell’episodio, era stato trasferito da Rimini per incompatibilità ambientale. Riconosciuta dai vertici dell’Istituzione, e dal poliziotto stesso.

Che col trasferimento a Firenze, se non altro, si era avvicinato a casa: è originario di Ciampino. Ma in Romagna non ci sarebbero procedimenti penali o disciplinari aperti contro di lui.

La sua versione. Al momento della convalida del provvedimento, il poliziotto ha riferito che la sera precedente la sua compagna sarebbe stata vittima di un tentativo di rapina. E lui, intervenuto in suo soccorso, sarebbe stato colpito da un pugno da “un extracomunitario non molto alto e con le treccioline”.

“La mattina dopo sono andato alle Cascine per vedere se vedevo la persona che aveva aggredito la mia compagna, volevo parlare per chiarire – ha riferito ancora -. L’ho trovata, era in compagnia di un’altra persona più corpulenta. lui mi ha detto di andare via, non mi voleva parlare. L’altro ha preso da un cespuglio che si trovava a circa 23 metri da me un oggetto contundente, non so se un taglierino o un coltello. Lui mi è venuto incontro, io ho sparato un colpo in aria, ho preso il motorino e sono scappato”.

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