O POLIZIOTTI O ALTRIMENTI CI SOPPRIMA E CI TRASFORMI IN IMPIEGATI

(di Monica di Sante) – Sciopero
Nazionale della Polizia Locale Italiana, 12000 poliziotti locali si sono
ritrovati in Piazza della Repubblica, 
con un corteo culminato in  una
assemblea in Piazza Bocca della Verità.

Non è un caso che si sia scelta
quella Piazza per manifestare quelli che sono i disagi di una categoria che,
pur vivendo la professionalità in realtà frammentate sul  territorio in modo del tutto disomogeneo,
nutre da nord a sud  sentimenti  e disagi legati all’attività lavorativa.
Tutti
insieme per chiedere allo Stato una risposta certa circa la propria identità:
POLIZIOTTI O IMPIEGATI?

I media hanno cercato di
strumentalizzare la protesta in considerazione dei fatti occorsi a Roma:
“i vigili assenteisti” e come al solito non siamo certi che la
cittadinanza, così come  gli stessi  colleghi delle altre Forze di Polizia,
abbiano compreso la  reale situazione
lavorativa di questa categoria. Quando la Polizia Locale è a chiedere allo
Stato pari dignità con le altre FFOO,
accesso allo SDI, Equo indennizzo e Causa di servizio,
ecc.. non è a
chiedere che diventi  una Polizia
concorrente a quelle esistenti, ma semplicemente  che si
realizzi  una complementarietà
,
ognuna con le proprie peculiarità lavorative ma con pari tutele giuridiche e
previdenziali.
Non siamo a calcare la scena
per diventare “importanti” agli occhi dei cittadini o delle
Istituzioni, la Polizia Locale vuole  semplicemente 
sapere chi essa sia per rispondere efficacemente alle richieste, anche
di collaborazione con le altre Polizie.
Invece, si viene destinati come
l’armata brancaleone a servizi  in cui,
non essendo adeguatamente formati e con i 
giusti strumenti , si possono solo correre gravi rischi, nemmeno
indennizzati. Non stiamo dicendo che non vogliamo fare, anzi il contrario. 
Amiamo il nostro servizio e se esiste un  senso di malessere condiviso, il senso di
frustrazione  è per questa dedizione, per
non riuscire ad  assolvere efficacemente,
a fronteggiare efficacemente alle richieste, quelle richieste politiche che
spesso sono dicotomiche: per poliziotti 
e/o impiegati! Insomma, non ci si è resi conto che rispetto alla nostra
legge quadro, la L. 65, nata nell’86, oggi i “Vigili Urbani” (come venivamo individuati prima della riforma) o la
Polizia Municipale” (come
individuati dalla riforma della L. 65/86) o la “Polizia Locale” (così come definiti a seguito della riforma del
titolo V della Costituzione che ha trasferito alle Regioni le competenze in
materia di polizia amministrativa), ha assunto negli ultimi anni la
connotazione, la struttura, le funzioni e le competenze di una vera e propria
Polizia, il cui supporto normativo e contrattuale, è totalmente insufficiente
ad assolvere quelle incombenze che di “fatto”, oggi, la Polizia Locale è
chiamata ad adempiere, dalle Istituzioni Comunali (Sindaci in testa), ma anche
dalle Istituzioni Statali (Prefetture e Questure) ed infine dai cittadini.
Non
si chiede di diventare un altro corpo di Polizia di Stato, né di concorrere con
le altre specialità delle forze di polizia statali, ma secondo il principio di
sussidiarietà, si chiede semplicemente di riconoscere lo “status” di quello che
già, di fatto,  ci hanno trasformato:
quello di Polizia Locale!

Si è quindi giunti  ad un bivio: che decida lo Stato,
definitivamente con una Riforma,  cosa
debba essere la Polizia Locale: se lo Status 
deve continuare ad essere quello di una Polizia, allora sia quella al
pari di tutte le altre Forze di Polizia dello Stato oppure, in alternativa, si
sopprima lo Status e ci trasformino in impiegati! 
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