Polizia, suicidio del questore di Biella: i motivi del gesto in due biglietti a moglie e figlio

Una città prima incredula e poi sconvolta ha appreso ieri di prima mattina la notizia che il questore di Biella, Gianni Triolo

Ha chiuso con cura tutte le porte, quella del corridoio e poi della sala riunioni. Ha quindi appoggiato sul grande tavolo due biglietti di poche righe, uno rivolto alla moglie, l’altro al figlio e poi si è tolto la vita con la pistola d’ordinanza. E’ morto così Gianni Triolo, 60 anni, da meno di due questore a Biella, il suo primo incarico in questo ruolo a coronamento della carriera, dopo aver fatto il vicario prima a La Spezia e poi a Pisa.

Appunti scritti a mano nella consapevolezza che sarebbero stati gli ultimi e che danno prova non solo della volontarietà del gesto suicida ma anche del fatto che fosse stato premeditato, forse a lungo.

A confermare ulteriormente che il sessantenne aveva già l’intenzione di togliersi la vita, il fatto che fosse arrivato in ufficio di primissimo mattino, forse addirittura prima dell’Alba, quando vi erano pochissime persone tanto che nessuno ha avvertito lo sparo e l’allarme è arrivato molto dopo. Secondo quanto ricostruito, infatti, il Questore Gianni Triolo si è presentato negli uffici della questura biellese di via Sant’Eusebio ancora prima dell’arrivo della donna delle pulizie che poi lo ha ritrovato col capo riverso sulla scrivania, ormai senza vita. La donna inizialmente non si era nemmeno accorta di quanto fosse accaduto e lo avrebbe persino salutato dalla porta della stanza e solo quando si è avvicinata e ha visto il sangue ha capito e allertato i soccorsi. Per il questore Gianni Triolo, però, era ormai troppo tardi.

Il senatore biellese e viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto, ha dichiarato: “Rimango senza parole nell’apprendere la notizia della tragica scomparsa del nostro questore di Biella. Gianni Triolo è stato un grande servitore dello Stato e la sua morte lascia un incolmabile vuoto in tutti quelli che lo hanno conosciuto e hanno avuto l’onore e il privilegio di lavorare con lui”.

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