IL GIALLO DEL SERGENTE SCOMPARSO. LA DIFESA AMMETTE GLI ERRORI E LA TRENTA SI SCUSA

Davide Cervia, sergente esperto di guerra elettronica, scomparve misteriosamente a Velletri 28 anni fa: si trattò di un rapimento, è stato poi accertato, e di recente il ministero della Difesa è stato condannato a risarcire i familiari per “avere violato il loro diritto alla verità”. Una condanna simbolica al pagamento di un euro, che il precedente governo ha impugnato. Ora – apprende Infodifesa.it – il ministro Trenta ha disposto di non dar seguito a quel ricorso e di “riconoscere gli errori dello Stato, verso una famiglia che merita rispetto e verità”, riferiscono fonti della Difesa.

Ecco la dichiarazione del Ministro della Difesa.

“Quando è scomparso Davide Cervia aveva 31 anni. Era il 1990. In molti di voi ricorderanno la sua storia e, come saprete, recentemente il processo civile si era concluso con la condanna del Ministero della Difesa al pagamento di 1 euro simbolico, con una motivazione seria e senza precedenti: aver violato il diritto alla verità dei congiunti tramite azioni omissive.

Una sentenza che chi ci ha preceduto aveva comunque deciso di impugnare, evidentemente non accettandone i contenuti.

Ebbene, questo post, oggi, solo per comunicare che in qualità di Ministro della Difesa ho dato indicazione di rinunciare all’impugnazione.

Dopo un’attenta lettura degli atti in possesso dell’amministrazione, ho scelto di riconoscere gli errori dello Stato nei confronti di una famiglia che merita rispetto e verità!

Li ho incontrati nei giorni scorsi, a Velletri, per comunicare loro la mia decisione. Gli ho chiesto scusa e lo faccio nuovamente ora, pubblicamente, a nome del Paese e della Difesa. Saro’ felice di accoglierli prossimamente presso il ministero.

Infine, rivolgo un ringraziamento anche all’Avvocatura generale dello Stato, che da sempre, con particolare sensibilità e professionalità, assiste l’amministrazione in numerosi e complessi contenziosi.”