IL COCER CARABINIERI SPIEGA IL RINNOVO CONTRATTUALE. SCHEDA TECNICA ED IL “PERCHE'” DELLA FIRMA

Alle ore 01:30 odierne, presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, è stato sottoscritto dal Governo e dalle Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria nonché dai Co.Ce.R. Carabinieri, Guardia di Finanza ed Esercito l’accordo relativo alla concertazione per il personale non dirigente delle FP/FA, per il triennio normativo ed economico 2016/2018.

Il COCER Carabinieri ha ieri sera inteso siglare l’accordo relativo alla prima parte normo-economica del contratto a maggioranza. E’ stata una decisione non facile per molteplici ragioni, laddove ognuno dei delegati del Consiglio Centrale era ben consapevole che qualsiasi decisione avesse ieri assunto sarebbe stata oggetto di critiche da parte di coloro che, talvolta privi di reale responsabilità e competenza, hanno animato il periodo della concertazione (e quindi della firma) con commenti e anticipazioni di notizie, sarcastiche e talvolta fuorvianti, ai soli fini personali.

Infatti, quando si era palesata una iniziale (e giusta) posizione contraria alla firma, il COCER è stato accusato di voler prolungare la concertazione ai soli fini di ottenere una proroga del mandato (mai richiesta ad alcuno), quando, di contro, oggi si esprime una posizione favorevole alla firma il COCER è  accusato di accontentarsi di pochi danari. Non è vero l’una, non è vera l’altra posizione.

Il COCER Carabinieri ha criticato sin dalla prima convocazione del dicembre scorso, e continua ad oggi a non condividere, la procedura di concertazione seguita dal Governo, per i tempi troppi rapidi e i metodi imposti, nonché a lamentare le non soddisfacenti risorse economiche stanziate nella Legge di Bilancio per un contratto che i Carabinieri attendevano dal 2009. Ma, ha anche preso coscienza, con realismo, senza rincorrere chimere irrealizzabili come prospettato da qualcuno, come le somme stanziate non fossero incrementabili da un parlamento in scadenza.

Il COCER ha, quindi, responsabilmente, pur nel troppo breve tempo concesso, cercato e ottenuto di allocare le risorse stanziate laddove l’impatto fiscale fosse il più contenuto possibile e vi fossero i maggiori benefici pensionistici e previdenziali per i Carabinieri, senza trascurare la evidente necessità di aggiornare una parte normativa congelata sostanzialmente dal 2002.

I risultati raggiunti e gli impegni assunti dal Governo sono un passo iniziale, certamente non esaustivo e soddisfacente, e che imporrà, anche nelle prossime settimane, un’attenzione particolare da parte di questo COCER affinché le promesse, questa volta, si trasformino in una più apprezzabile realtà.

Ma non era tempo di non firmare; non era tempo di far saltare un tavolo che avrebbe potuto avere come conseguenza (oltre che far gridare alla proroga occulta da parte di alcuno) l’immobilizzazione di risorse che un nuovo Governo, con nuove esigenze, avrebbe anche potuto sottrarre alla disponibilità dei Carabinieri, come già avvenuto in un più che recente passato.

Le risorse cui si poteva attingere per questo contratto erano note a tutti (anche a coloro che oggi si indignano) sin dal dicembre 2017, cristallizzate in una Legge di Bilancio che è stata varata senza convocare questo Organismo.

Le somme destinate agli aumenti stipendiali non sono certamente in linea con le attese di tutti noi, ma hanno comunque un loro valore, che ognuno di noi potrà valutare sin dai prossimi statini paga.

Diversamente, se con incosciente coraggio e poco senso elettoralistico, non avessimo ieri impegnato le risorse, da una parte il Carabiniere non ne avrebbe mai avuto la disponibilità per le proprie esigenze, dall’altra il Governo avrebbe dovuto versarle in un deposito senza interessi e, come detto, senza garanzie di poterne disporre un domani. Invece, le risorse il personale le riceverà subito e avremmo la possibilità – con gli stanziamenti della prossima Legge di Bilancio – di ottenerne di ulteriori (e, vigileremo, più significativi)  da poter destinare sul trattamento fisso ovvero rivalutare quelle indennità accessorie ferme oramai dal 2002, tenuto conto dell’avvio dal 2019 della nuova fase concertativa per il contratto 2019-2021.

Il coraggio delle azioni chiediamo anche di misurarlo nella capacità di assumere decisioni a un primo impatto impopolari (invitiamo alla prova dei fatti) ma che si ritiene favorevoli al personale (solo e unico interesse che ha guidato questo COCER).  Il coraggio delle azioni chiediamo anche di misurarlo nel senso Istituzionale (con che faccia una delegazione NON firma e comunque poi incassa i soldi!).   Il coraggio delle azioni è non avere paura di esporsi personalmente nelle decisioni difficili (sia, in questo caso, per un voto contrario o per un voto favorevole).

Non di minore importanza in questa prima parte contrattuale, vi sono gli aspetti normativi con significativi interventi a favore del personale in materia di:

–   fruizione dei permessi brevi, sino a metà dell’orario di servizio, per visite mediche specialistiche (prima non disciplinati);

–     congedo parentale, assicurato ora per i figli sino a 6 anni (prima era sino a 3 anni);

–     estensione del termine per la fruizione della licenza ordinaria da 12 a 18 mesi;

–   recuperi compensativi al rientro dalla missione all’estero, introducendo il limite di fruizione in un anno dal rientro in patria;

–    rimborso, per il personale inviato in missione, del biglietto ferroviario/navale anche di classe superiore alla 1^, se più vantaggioso per l’Amministrazione;

–     anticipo delle spese legali sino a 5mila €.

Si è, inoltre, ottenuto di poter completare la parte normativa contrattuale in una fase perfezionabile sino al prossimo dicembre, conseguendo la possibilità di migliorare istituti di natura economica attesi dal personale (es. ore notturne, etc.), con salvaguardia, per norma, di poter impiegare le somme qui destinate, ed eventualmente non impiegate, nel F.E.S.I.

Un F.E.S.I. in cui si vedrà valorizzato nell’adozione del decreto ministeriale annuale – per la prima volta in una norma – il ruolo della Rappresentanza Militare nelle procedure di Informazione, pareri e rapporti con le Amministrazioni.

Segue una prima Scheda Tecnica

SCHEDA TECNICA

 Le risorse per il Comparto Difesa/Sicurezza, come stabilite dalla “Legge di bilancio 2018” approvata nel dicembre 2017, sono state impiegate a decorrere dal 2018, nella misura del:

  • 90% ca. per rivalutare il trattamento economico fondamentale (stipendio parametrale e indennità mensile pensionabile), secondo un incremento retributivo progressivo dal Carabiniere al Capitano;
  • 10% ca. per rivalutare la misura oraria dello straordinario e, al contempo, dare corso alla cd. “coda contrattuale” che verterà su istituti normativi ed economici già condivisi, riepilogati in apposito addendum, con accordo da concludersi entro il 31 dicembre 2018, oltre il quale le disponibilità non impiegate, per norma, incrementeranno i rispettivi FESI,

con un beneficio medio pro-capite mensile, stimato per l’Arma, in € 104,14 (al lordo della tassazione individuale di ciascuno), superiore all’incremento di € 85 medi mensili lordi, come individuato dal Governo nell’Accordo del 30 novembre 2016 con le Organizzazioni Sindacali del pubblico impiego.

A tali cifre dovranno sommarsi gli arretrati da corrispondere per il 2016 e il 2017, e sarà una cifra composta da:

  1. un incremento dello 0,36% (2016) e 1,09% (2017) dello stipendio parametrale;
  2. una una tantum (€ 60,64 per il 2016 e € 202,80 per il 2017, cui va sempre detratta la tassazione individuale);
  3. la ripartizione dello stanziamento per la “specificità” di FA/FP/VF (50M€ per il 2018, 100M€ per il 2019 e 150M€ dal 2020) per incrementare le risorse dei rispettivi “fondi di efficienza per i servizi istituzionali – FESI”, ovvero rivalutare il trattamento economico accessorio e le misure orarie per lo straordinario, determinando incrementi medi mensili pro-capite stimati, per il personale contrattualizzato dell’Arma, in € 5,95 per il 2018, € 11,91 per il 2019 e € 17,86 dal 2020 (cui detrarre sempre la tassazione individuale).

Per effetto di tali misure, il beneficio complessivo medio mensile per ciascun Carabiniere a regime (dal 2020) sarà pari, per il personale contrattualizzato dell’Arma, a € 134,63 ca. (comprensivi di €12,63 che saranno corrisposti a titolo di indennità di vacanza contrattuale, tenuto conto che dal 1° gennaio 2019 si entrerà nel nuovo triennio contrattuale).

Sarà cura di questo Co.Ce.R. Carabinieri fornire aggiornamenti – non appena realmente disponibili – delle esatte tabelle per ciascun grado, non ancora formalizzate dalla Funzione Pubblica e dalle Amministrazioni che stanno finalizzando i relativi calcoli (quelle che attualmente circolano su vari social media non sono in alcun modo ufficiali, costruite ad arte e comunque destituite di ogni fondamento).