IL CAPO DELLA POLIZIA: “RIVEDREMO GLI ORGANICI SU TUTTO IL TERRITORIO”. POI FA “PUGILATO”

La presenza delle forze dell’ordine nel territorio di Caserta «va potenziata». Lo ha sottolineato il capo della Polizia Franco Gabrielli, ieri alla Scuola internazionale di alta formazione per la prevenzione ed il contrasto del crimine organizzato di Caserta, che ha rilevato come il personale di polizia qui «sia sottostimato rispetto alla criticità del territorio». «Rivedremo gli organici su tutto il territorio nazionale – ha annunciato Gabrielli – visto che al momento siamo 18 mila in meno di quello che dovremmo essere. E in particolare andranno esaminati i casi come questo».

Dopo un incontro con il personale dell’istituto e una visita alla struttura, ha raggiunto la Questura per una riunione con i funzionari e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

La visita si è conclusa a Marcianise presso la palestra del liceo “Federico Quercia”, sede delle sezioni giovanili pugilato delle Fiamme oro, dove il prefetto Gabrielli si è recato nel primo pomeriggio ed ha incontrato i tecnici sportivi e gli atleti.

Accolto dal prefetto Filippo Dispenza, direttore degli Affari generali della Polizia di Stato e dal presidente delle Fiamme oro Francesco Montini, nonché dai rappresentati scolastici, Gabrielli ha assistito ad una breve esibizione degli atleti sul ring e con i sacchi e ha ricevuto una targa ricordo dal sindaco di Marcianise.

Nel suo intervento il capo della Polizia ha ribadito l’importanza dello sport e della legalità: “È bellissima l’unione tra scuola, legalità e territorio realizzatasi in questa provincia con l’istituzione della Scuola di alta Formazione per la prevenzione ed il contrasto al crimine Organizzato” di Caserta e della Scuola di Pugilato delle Fiamme oro a Marcianise. Sono entrambi presidi fondamentali per la lotta alla criminalità, ma anche al terrorismo. La nostra presenza sul territorio serve a garantire condizioni di vita dignitosa e tranquilla alla comunità, che però qui ha dimostrato di saper reagire a dispetto dei tanti problemi”. Poi concludendo il suo intervento, il prefetto Gabrielli ha aggiunto che “la contaminazione tra istituzioni e cultura consente ad ogni comunità di crescere e in tale contesto lo sport è tra i veicoli principali di questa contaminazione”.

Attualmente alla sezione giovanile di pugilato Fiamme oro sono iscritti 100 giovani tra i 6 e i 18 anni e molti di questi ragazzi provengono da famiglie disagiate e con legami ai clan camorristici.