Il brigadiere Perniola stroncato a 56 anni da una malattia. Il ricordo dei colleghi: «Un faro per tutti»

RECANATI – «Un faro per tutti. Un collaboratore insostituibile». Viene ricordato così Giovanni Francesco Perniola, brigadiere capo qualifica speciale dei carabinieri di Recanati, scomparso ieri mattina a seguito di un male che non gli ha lasciato scampo. Classe 1965, Perniola era originario di Sant’Eramo in Colle (Bari) ma da trent’anni prestava servizio nella stazione dei carabinieri della città. «Si è arruolato come allievo carabiniere nel 1986 – ricordano i colleghi dell’Arma in una nota – e, al termine del corso di formazione, è stato assegnato prima alla stazione dei carabinieri di Reggio Calabria Principale, dove è rimasto fino al 1992, poi a Recanati. Qui viveva con la moglie Rosa ed i due figli Michele Mirco e Stefano.

Sovrintendente di preclare qualità morali e militari – aggiungono -, si è fatto subito apprezzare dalla comunità recanatese per le sue spiccate doti umane: sempre pronto e disponibile alla causa comune, costituiva sicuro punto di riferimento per la cittadinanza ed i suoi colleghi. Il suo innato intuito investigativo gli ha consentito di ottenere anche due encomi per il suo determinante contributo fornito a complesse ed articolate indagini». Tra le più note quella relativa alla morte della giovane pakistana Azka Riaz, nel 2019. «Un collega equilibrato e disponibile – ricorda il vice comandante della stazione di Recanati, Angelo Pardi -. Un punto di riferimento per tutti. Era considerato un faro, soprattutto nel dispensare consigli. Sto ricevendo molti messaggi da parte di cittadini che sono rimasti toccati dalla sua scomparsa. Ha risolto molte questioni che, anche se non sono state rese note, gli hanno fatto onore. Fare servizio con lui era una sicurezza». Anche il sindaco Antonio Bravi lo ricorda come un professionista «sempre molto disponibile all’ascolto». Oggi l’ultimo saluto alle 15.30 al duomo di Recanati.

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