GUERRA PER IL VERTICE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

(di Enrico Fedocci) – E’ il motto dei
carabinieri da 200 anni: “Usi obbedir
tacendo e tacendo morir”
. Però ora piuttosto che morir, si marca visita.

Accade che un bel giorno il generale Vincenzo Giuliani, uno dei papabili a
succedere all’attuale Comandante Leonardo Gallitelli, venga convocato in fretta
e furia da Gallitelli stesso per essere trasferito dal prestigioso Comando Interregionale
Pastrengo di Milano al più defilato comando delle scuole dell’Arma.
Normale che uno si
senta male. Ed alla sua richiesta di andare a rapporto dal Ministro della Difesa,
Roberta Pinotti, Gallitelli avrebbe risposto con un “no” secco. Di ritorno da
Roma l’ufficiale si sente male: dieci giorni di malattia, rientro in servizio,
quindi nuova convalescenza. Giuliani, 63 anni, bolognese, è serio, leale,
stimato a tutti i livelli.
Era necessario
questo trasferimento, dopo appena un anno di Comando? I suoi cinque
predecessori hanno fatto le valigie per Roma solo per salire al vertice: Carlo
Gottardo e Gianfrancesco Siazzu sono diventati comandanti dell’Arma; Giorgio
Piccirillo, Carlo Gualdi e Antonio Girone vicecomandanti. C’è chi lo spiega con
il fatto che Gallitelli vorrebbe indirizzare la scelta del suo successore, che
spetta al Consiglio dei Ministri. E qui sta il punto: pare che Giuliani non sia
tra i suoi preferiti e la Pastrengo sia una posizione fin troppo favorevole per
approdare alla poltrona più alta. Un incarico più nell’ombra collocherebbe Giuliani
nelle retrovie, mentre Gallitelli vorrebbe diventare consigliere militare del
Capo dello Stato.

Chi altri potrebbe succedergli? Tullio Del
Sette, molto stimato dalla base e capo di gabinetto di Pinotti, e Arturo
Esposito, direttore dell’AISI che, proprio per non rinunciare alle sue
ambizioni, ha rifiutato il ruolo di prefetto concesso a chi dirige a il servizio
segreto civile mantenendo il rango di generale. Ma anche Saverio Cotticelli ed
Ugo Zottin: il primo comandante della divisione Palidoro e presidente del
Co.Ce.R., il sindacato interno; il secondo vicecomandante generale e numero uno
della Podgora. 
Fonte Panorama