Gita sul gommone di servizio: carabiniere condannato per falso

Una gita pomeridiana al lago di Nemi sul gommone in servizio ai carabinieri, dato in dotazione all’Arma per le ricerche archeologiche. Un tour esclusivo che un militare sommozzatore, ha regalato ad amici e familiari. Escursione non programmata che il militare ha cercato di nascondere taroccando le ore di servizio nel foglio di viaggio. Questa l’accusa per cui il carabiniere è stato condannato a quattro mesi di reclusione. Il reato contestato al militare: falso in atto pubblico. La Procura, attraverso il pm Andrea Cusani, aveva contestato anche il peculato. Imputazione per cui i giudici della seconda sezione collegiale del Tribunale hanno invece dichiarato l’assoluzione del militare. La gita avviene l’8 aprile del 2017. Il carabiniere ha appuntamento intorno alle 11 a Nemi per svolgere le ricerche nei fondali del lago insieme a una squadra di militari. La scelta non è casuale. Nel lago di Nemi potrebbero essere ancora nascosti tesori misteriosi. Tra il 1928 e il 1932 sono infatti state recuperate delle navi di epoca romana, appartenute all’imperatore Caligola. Viene costruito un museo per esporle. Tuttavia un violento incendio lo devasta e le navi vengono perse per sempre..

Eppure nel fondo del lago possono ancora celarsi altri reperti di interesse storico. Così quell’8 aprile di quattro anni fa viene organizzata una delle tante spedizioni mirate a sondare i fondali. Scopo: cercare se esistono i resti di una terza nave di Caligola, considerata la più imponente e lussuosa della flotta. L’altro motivo della missione è anche scovare se il lago ospiti discariche abusive. Le ricerche iniziano puntuali. La giornata è faticosa, il gruppo dei militari si immerge più volte, della nave di Caligola non trovano alcuna traccia, il lavoro dura fino alle 17,08.

A quell’ora è previsto il rientro in sede ma – secondo l’accusa – il carabiniere rimane, mentre il resto del gruppo dei militari va via. Quel giorno, sulle rive del lago, ci sono anche i familiari del carabiniere poi condannato. A quel punto, anziché legare il battello pneumatico, Scolaro invita la famiglia e gli amici a fare un giro. Il gommone ne può ospitare tredici. A bordo salgono anche due minori. L’escursione dura qualche minuto. Circa venti, secondo quanto ricostruito dall’accusa. D’altronde il tempo è tranquillo, al lago quel giorno non c’è alcun bagnante e tutti apprezzano l’iniziativa del carabiniere. Terminato il tour, vanno tutti a fare uno spuntino e rimangono seduti a godersi il lago fino a tardi. Verso le 22 il militare rientra in sede. Deve redigere il rapporto, dove attesta che il servizio è durato fino al momento in cui ha rimesso piede in caserma. Un’attestazione che però non corrisponde a quanto realmente accaduto quel giorno. E l’esistenza della terza nave di Caligola, in ogni modo, resta ancora adesso un mistero.

Corriere di Roma

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