Foto sui social con commento offensivo. 13 agenti di polizia locale procedono per diffamazione

La vicenda di diffamazione ai danni di 13 agenti di polizia locale feltrini è un esempio tragico del male che può essere causato da parole scritte con leggerezza. Lo scorso mese, un giovane ha pubblicato sui social media una fotografia dell’auto di servizio dei vigili parcheggiata in città, accompagnata da parole offensive nei confronti degli agenti. Immediatamente, i 13 agenti si sono costituiti parte civile nel processo contro il giovane ed hanno scelto di procedere con una causa penale intentata a loro carico per diffamazione aggravata. Il caso è stato ora trasferito al Tribunale di Belluno e mostra quanto sia importante pensare due volte prima di pubblicare qualcosa online: le nostre parole possono davvero avere gravi ripercussioni.

L’accusa

L’accusa nei confronti di un cittadino di Feltre di diffamazione aggravata, è molto severa. Il 20 febbraio 2021, uno scatto che ritraeva la vettura della polizia municipale parcheggiata in via Tezze si è diffuso rapidamente diventando virale finendo sul profilo Facebook “Sei di Feltre se…”. Molti hanno commentato l’immagine ma Fraccaro ha deciso di andare oltre postando parole al veleno dirette verso il personale della polizia municipale: «Loro lo possono fare, mentre noi cittadini saremo già morti. Sono dei pezzi di m…». La Procura afferma nel capo d’accusa che queste offensive parole sono state lette da tutti gli amici del profilo Facebook dell’indagato e ora i 13 agenti sono pronti a costituirsi parte civile nel processo che sta per inizire presso il Tribunale di Belluno.

La reazione degli agenti di polizia locale: la costituzione parte civile

La reazione degli agenti di polizia locale a questa offesa è stata immediata ed energica. Tredici membri del corpo hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo che si presenterà in Tribunale a Belluno, mostrando la loro determinazione nella lotta alla diffamazione. Si tratta di un messaggio chiaro: se qualcuno offenda, gli agenti non resteranno in silenzio. Il loro impegno dimostra che essi sono pronti a tutelare il proprio onore e la propria dignità, con grande rispetto per il sistema giudiziario italiano.

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