Firenze, poliziotto morto in carcere: aperto fascicolo per omicidio colposo

Omicidio colposo nei confronti di ignoti. É il fascicolo aperto dalla procura fiorentina sulla morte del poliziotto che ieri si è tolto la vita a Sollicciano. Intanto, il pm di turno ha disposto per scrupolo l’autopsia che sarà eseguita all’istituto di medicina legale. L’assistente capo di polizia, 47 anni, era indagato per aver esploso due colpi con la pistola beretta d’ordinanza alle Cascine nei confronti di un pusher gambiano. Era fuori servizio, la mattina del 20 maggio. Per questo, la procura ipotizzava i reati di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale. Per lui, il giudice aveva disposto gli arresti domiciliari. Ma era poi finito in carcere per aggravamento di una precedente misura cautelare, i cui obblighi erano stati violati.

L’uomo è stato trovato impiccato dal personale di polizia penitenziaria durante un giro di controllo nel tardo pomeriggio. È stato dato l’allarme al 118 ed è stata inviato personale sanitario di soccorso ma per il 47enne è stato poi constatato il decesso. In base a prime informazioni l’agente era recluso in una cella, da solo. Gli accertamenti sul decesso sono in corso e vengono coordinati dal magistrato di turno della procura di Firenze. Riguardo all’episodio degli spari alle Cascine, in una lite con almeno un extracomunitario del Gambia, i carabinieri denunciarono il 47enne ma lo arrestarono subito per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, reati compiuti durante la perquisizione al suo domicilio, dove viveva con la compagna. Nella casa fu sequestrata una pistola e un coltello. Nella perquisizione una donna carabiniere ebbe lesioni guaribili con prognosi di quattro giorni.

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