ESERCITO:”ORA SIAMO SOLO IN AUSILIO ALLE FORZE DI POLIZIA, PERCHE’ NON CI DANNO LA POSSIBILITA’ DI ARRESTARE?”

Il responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Esercito italiano risponde alle
domande del DiariodelWeb.it in merito all’operazione «Strade Sicure», prima
messa nel cassetto dal Governo Renzi, e rispolverata dopo il violento attacco
terroristico di Parigi.

IL SERVIZIO DELL’ESERCITO – «Al momento noi siamo in concorso alle
forze di polizia, siamo qualificati come agenti di pubblica sicurezza. Non
siamo agenti giudiziari come i carabinieri e i poliziotti: cioè il poliziotto
può procedere all’arresto, l’esercito solo al fermo, per aspettare poi
l’intervento di carabinieri o polizia»
. Ma perché non viene estesa questa
responsabilità anche all’esercito in questo momento così critico? «Dovrebbero
ampliare i nostri doveri, è una questione di compiti. Per ora spetta solo alle
forze di polizia»
. Se sia possibile un’estensione di compiti momentanei, «non
spetta a noi deciderlo. Noi riceviamo ordini. Noi rispettiamo il mandato e i
compiti che ci vengono assegnati. E per quanto riguarda Strade Sicure noi
agiamo in concorso alle forze di polizia per la vigilanza di siti sensibili»
.
LA RUSSA CONTRO RENZI – «Mentre il terrorismo attacca l’Europa
ed individua l’Italia come obiettivo, Renzi si accanisce contro le nostre Forze
armate e le Forze di polizia»
. In una nota, l’ex ministro della Difesa
Ignazio La Russa attacca aspramente il Governo Renzi e quella spending review
che, come una mannaia, cade sulle risorse della Difesa, minando a fondo la
sicurezza dei cittadini. Nei giorni scorsi lo stesso Ignazio La Russa
chiedeva che il Governo rivedesse l’operazione ‘Strade Sicure’, fortemente
interessata dai tagli della Legge di Stabilità. Il deputato di Fratelli
d’Italia, alzando i toni col premier, aveva ritenuto l’azione del Governo«irresponsabile
e incomprensibile»
. Era stato proprio sotto il suo mandato da ministro
della Difesa che, nel 2008, il Governo – allora guidato da Silvio Berlusconi –
aveva dato il via all’operazione ‘Strade Sicure’. Questa nasceva
per contrastare la criminalità organizzata utilizzando il personale
dell’Esercito. Le forze armate, quindi, erano messe a disposizione dei prefetti
per garantire l’ordine in alcune province italiane considerate critiche.
IL GOVERNO IRRESPONSABILE – In seguito a quanto accaduto a Parigi,
Ignazio La Russa torna a parlare di sicurezza, ancora una volta denunciando
l’imprudenza di un Governo che in una situazione di massima emergenza come
quella attuale procede a tagli importanti nel settore delle forze dell’ordine. «Mai
nessun governo infatti 
– continua nella nota l’ex ministro – aveva
osato tagliare le spese di esercizio al livello che ha voluto il premier. Ora
non ci sono i soldi per la benzina, per le manutenzioni minime, per le
munizioni. Non ha lasciato risorse sufficienti neppure per la carta igienica.
Ha bloccato gli adeguamenti degli stipendi ed ha umiliato la specificità di
uomini e donne che sono l’unico vero baluardo della democrazia e della libertà.
Renzi 
– continua il deputato di Fdi-An –appartiene a quella
categoria dei cattocomunisti che più di ogni altro, molto più ancora dei veri
comunisti, odiano le Forze armate e le Forze di polizia. Siamo sotto attacco e
le persone che devono difenderci vengono continuamente umiliate dal governo»
.
DIETRO FRONT DEL MINISTERO DELLA DIFESA – Intanto è
delle ultime ore la notizia che l’attuale ministro della Difesa ci ripensa:
servono più soldati in strada. L’operazione ‘Strade sicure’ interrotta
il primo gennaio, dunque, verrà rivista. Il delicato frangente storico che
stiamo vivendo, impone, infatti,– secondo Roberta Pinotti – una attenta
valutazione delle forze da dispiegare contro il terrorismo. Vanno
riconsiderati, dunque, i tagli previsti dalla spending review, programmati
nella Legge di Stabilità. Roberta Pinotti annuncia così un possibile aumento
dei soldati in strada. «Laddove le Forze armate possono essere utili
per liberare le forze di polizia impiegate nel presidio e nel pattugliamento
del territorio
 – sottolinea il ministro – la disponibilità è
massima»
. Dunque torneranno ad essere 4.250 gli uomini delle
forze armate che erano stati dispiegati nell’operazione Strade Sicure e
drasticamente sfoltiti di 1.250 unità. I tagli hanno pesato anche sulla
sicurezza, ma, alla luce dei drammatici fatti di Parigi, il ministro della
Difesa e l’inquilino del Viminale sembrano ripensarci.
ALFANO: NECESSARIE LEGGI ANTITERRORISMO – Il ministro
dell’Interno, Angelino Alfano, è anch’egli dell’idea di prolungare ‘Strade
sicure’
. L’allerta impone, di fatti, un aumento delle forze in campo,
necessariamente accompagnate – a detta del ministro – da leggi antiterrorismo
specifiche. Angelino Alfano si dice convinto che è di primaria urgenza ora
monitorare sempre di più il territorio e i soggetti sensibili in coerenza con
l’annunciata «allerta altissima». La questione risulta estremamente
delicata, considerando che i tagli imposti dalla crisi economica hanno fatto sì
che gli uomini dell’esercito impiegati in ‘Strade sicure’ possano
essere finanziati con 10 milioni solo fino a marzo 2015. I fondi in questione
sono stati recuperati in via eccezionale dai tecnici ministeriali a fine anno,
garantendo la vigilanza di obiettivi fortemente a rischio come le ambasciate,
che rischiavano di rimanere scoperte. Col via libera del ministero
dell’Economia e della Ragioneria generale dello Stato, basteranno circa 12
milioni per assicurare la presenza delle forze dell’ordine fino a giugno.

PINOTTI: TAGLI CONTENUTI E RAGIONATI – In un’intervista al Messaggero, il
ministro della Difesa affermava riguardo i tagli della legge di stabilità che
si trattava di tagli «contenuti e ragionati». Poi annunciava, in
merito al progetto ‘Strade Sicure’ che «Il
pattugliamento misto polizia-carabinieri potrebbe essere rivisto in favore di
un aumento della vigilanza delle Forze Armate sugli obiettivi sensibili.
Ripristinare il numero originario di 4.250? Se serve anche di più»
.

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