Erbil, droni su Camp Singara: Crosetto conferma l’attacco “deliberato” e scatta il ritiro dei militari italiani via terra
L’inferno di fuoco alle 23:10: droni Shahed e ristoranti sventrati
La notte tra l’11 e il 12 marzo 2026 ha trasformato il Kurdistan iracheno in un teatro di guerra aperta, con la base italiana di Camp Singara finita direttamente nel mirino. Alle ore 23:10, un drone Shahed di fabbricazione iraniana si è schiantato all’interno del perimetro militare, centrando in pieno un autocarro logistico e scatenando un violento incendio nell’area ristorante della base. Nonostante l’impatto devastante su infrastrutture e materiali — danni definiti “non quantificabili” — il bilancio umano per il contingente italiano è miracolosamente fermo a zero: i 140 militari presenti si sono salvati rifugiandosi nei bunker grazie a un allarme suonato preventivamente alle 20:30.
Crosetto rompe gli indugi: «È un attacco deliberato contro la Nato»
Mentre la diplomazia ufficiale, guidata dal Ministro Antonio Tajani, continua a ripetere il mantra secondo cui “l’Italia non è in guerra”, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha usato toni decisamente più pungenti e diretti. Rispondendo alla domanda se si sia trattato di un’azione mirata, Crosetto ha risposto con un secco: «Assolutamente sì», sottolineando come Camp Singara non sia solo un presidio italiano, ma una base della Nato che ospita anche assetti americani. Il Ministro è in contatto costante con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, monitorando una situazione che il sottosegretario Alfredo Mantovano ha descritto con un livello di preoccupazione pari a “10 su 10”.
Militari “stanchi ma con morale alto”: il paradosso di una missione sotto assedio
Il comandante del contingente, Stefano Pizzotti, ha descritto un clima surreale all’interno della base: «Siamo stanchi, ma il morale resta alto. Il personale è addestrato per affrontare queste situazioni». I soldati italiani, fulcro dell’operazione “Prima Parthica” avviata nel 2014, si trovano ora a vivere blindati nei rifugi mentre fuori Erbil brucia. Solo nella serata dell’11 marzo sono stati registrati ben 17 attacchi con droni in città, colpendo anche l’hotel Rotana Arjaan e aree civili. La rivendicazione è arrivata via web dalle milizie filo-iraniane “Brigades of the Guardian of bloods”, ma l’ombra di Teheran si allunga su tutta la regione, ormai nel caos dal 28 febbraio.
Fuga via terra verso la Turchia: il piano di rientro forzato
Il futuro della presenza italiana in Iraq sembra avere le ore contate. Tajani ha già annunciato un progressivo dislocamento dei militari, ammettendo che «è inutile lasciarli sotto il rischio di bombe». La ritirata, tuttavia, è un incubo logistico: l’aeroporto di Erbil è chiuso a causa dei continui raid. Crosetto ha rivelato che, degli attuali 141 militari, era già programmato un rientro che ora dovrà avvenire via terra, probabilmente attraverso la Turchia. Questo piano segue il già avvenuto rimpatrio di 102 persone e il trasferimento di altre 40 in Giordania, segnando lo svuotamento di una base che dal 2014 ha addestrato oltre 50.000 combattenti curdi (Peshmerga).
Sangue francese e droni low-cost: il bilancio di una coalizione in frantumi
Se gli italiani hanno evitato il peggio, la Francia piange la sua prima vittima di questa nuova escalation. Il maresciallo Arnaud Frion è rimasto ucciso in un attacco coordinato nella stessa regione, scatenando la dura reazione di Emmanuel Macron che ha definito l’offensiva “inaccettabile”. La situazione è aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, che sta strozzando l’economia e la sicurezza dell’area. Mentre l’Italia discute su come difendersi dai droni Shahed con tecnologie low-cost, i nostri soldati restano esposti in una zona dove la distinzione tra “missione di pace” e “conflitto aperto” si è ormai polverizzata sotto i colpi dei missili.
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.