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Carabinieri, Massimo Mennitti nuovo Vice Comandante Generale: il passaggio di testimone con Marco Minicucci nell’Ordine del Giorno del 14 maggio 2026

Il Generale di Corpo d’Armata Massimo Mennitti si è insediato oggi nella carica di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Un passaggio istituzionale di peso, formalizzato con una cerimonia definita “semplice e solenne” nell’Ordine del Giorno del 14 maggio 2026 del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

La carica era stata ceduta lo scorso 22 aprile dal Generale di Corpo d’Armata Marco Minicucci, al quale il Comandante Generale, Gen. C.A. Salvatore Luongo, ha rivolto un ringraziamento sentito per il lavoro svolto, sottolineando autorevolezza, competenza e impegno nel percorso di crescita e rinnovamento dell’Istituzione.

Massimo Mennitti nuovo Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

L’insediamento del Generale Massimo Mennitti segna un momento di continuità ai vertici dell’Arma. Nel documento firmato dal Comandante Generale Salvatore Luongo, il nuovo Vice Comandante Generale viene salutato con “le più vive felicitazioni”, nella certezza che saprà raccogliere l’eredità ricevuta con dedizione, visione e senso del dovere.

Parole misurate, come impone il linguaggio istituzionale, ma dense di significato. Perché dietro ogni avvicendamento ai vertici dell’Arma non c’è soltanto una procedura interna: c’è una linea di comando che cambia volto, una responsabilità che passa di mano, una promessa implicita di continuità davanti al Paese.

Il ringraziamento al Generale Marco Minicucci

Nel testo dell’Ordine del Giorno, ampio spazio viene riservato al Generale Marco Minicucci, che ha ceduto la carica il 22 aprile scorso. A lui va “il più sentito ringraziamento” del Comandante Generale, personale e dell’intera Arma, per l’autorevolezza, la competenza e l’impegno con cui ha assolto il proprio mandato.

Il documento evidenzia il contributo di Minicucci al percorso di crescita e rinnovamento dell’Istituzione, un cammino che, secondo quanto scritto dal Comandante Generale, proseguirà anche nell’attuale incarico.

È il riconoscimento formale a un servizio svolto in una fase in cui l’Arma è chiamata a coniugare tradizione e modernità, presenza sul territorio e capacità di adattamento, rigore militare e sensibilità verso le comunità.

Il legame nato alla Nunziatella

A rendere il passaggio ancora più significativo è un dettaglio personale e professionale richiamato espressamente nell’Ordine del Giorno: il legame tra Mennitti e Minicucci, nato fin dai tempi della Scuola Militare “Nunziatella” e consolidato in una vita di servizio condiviso.

Non un particolare marginale, ma un elemento che dà profondità al cambio al vertice. Il documento parla infatti di un vero e proprio “passaggio di testimone”, non solo come atto di alto profilo istituzionale, ma come emblema di valori, continuità e profonda appartenenza.

In tempi in cui le istituzioni sono spesso osservate con diffidenza, il richiamo alla formazione, alla fedeltà al servizio e alla continuità dei valori assume un peso preciso: quello di una narrazione interna che vuole tenere insieme memoria e futuro.

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Un passaggio di consegne nel segno della continuità

L’Ordine del Giorno insiste su un concetto chiave: la continuità. Mennitti raccoglie un’eredità istituzionale importante, mentre Minicucci lascia una carica dopo un mandato ricordato per competenza e determinazione.

Il Comandante Generale sottolinea che entrambi confermeranno il proprio impegno “con la stessa passione, a beneficio dell’Arma e del Paese”. Una formula che fotografa il senso profondo dell’avvicendamento: non una frattura, ma una staffetta.

Il messaggio rivolto a tutti i Carabinieri è netto: l’Arma guarda avanti, ma lo fa senza recidere il filo con chi ha contribuito al suo percorso di crescita.

L’augurio del Comandante Generale Salvatore Luongo

Nel passaggio conclusivo del documento, il Comandante Generale Salvatore Luongo formula al Generale Mennitti e al Generale Minicucci gli auspici di “sempre maggiori successi”.

Un augurio che si allarga all’intera Istituzione: tutti i Carabinieri, si legge nell’Ordine del Giorno, guardano con fiducia al futuro per continuare a costruire insieme “un’Arma sempre più coesa, sempre più nobile, sempre più umana”.

È forse questa la frase più politica, nel senso alto del termine, dell’intero documento. Perché dentro quelle tre parole — coesa, nobile, umana — c’è l’immagine che l’Arma vuole dare di sé: una forza radicata, disciplinata, ma capace di restare vicina alle persone.

Carabinieri, il valore istituzionale della nomina

La nomina di Massimo Mennitti a Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri rappresenta dunque un passaggio centrale nella vita dell’Istituzione. Non solo per il ruolo in sé, ma per il modo in cui viene raccontato dal Comando Generale: sobrietà, riconoscenza, continuità, appartenenza.

Dal 14 maggio 2026, il Generale di Corpo d’Armata Massimo Mennitti è il nuovo Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Il passaggio da Marco Minicucci non viene presentato come una semplice successione, ma come un segnale di continuità istituzionale: una catena di responsabilità che resta salda, mentre l’Arma guarda al futuro con l’obiettivo dichiarato di essere sempre più coesa, nobile e umana.

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