….E SE “STRISCIA” NON AVESSE SEMPRE RAGIONE?

L’abbiamo visto tutti, e diciamocelo, ci siamo decisamente indignati.
Parliamo del video dove Luca Abete, simpaticissimo e famosissimo tele-inviato di “Striscia La Notizia”, si arrampica sopra un cordone di poliziotti per intervistare il Ministro dell’Istruzione Giannini.
L’inviato del giornale satirico effettivamente è stato  malamente respinto dal servizio d’ordine e questo ha  suscitato un coro di polemiche la cui eco, quasi certamente, si riverbererà sulla carriera di un funzionario di polizia.

Non è certamente onorevole da parte di un esponente delle forze dell’ordine abbandonarsi a determinati epiteti e non solo (li abbiamo purtroppo ascoltati)  così come non è educativo né edificante vedere un giornalista che, nonostante il divieto già più volte imposto,  si arrampica su chi, certamente tra tanti errori, doveva garantire l’incolumità di un Ministro della Repubblica.

Non a caso parlo di educazione, quella della quale persone come i giornalisti, o pseudo tali, sono loro malgrado responsabili così come, in talune circostanze, lo sono i poliziotti.

I messaggi che passano attraverso quelle immagini impressionano in particolar modo i più giovani (che si nutrono di questi video)  quelli che, di fronte a un banale controllo di polizia, e successivo accompagnamento presso gli uffici, ti guardano con aria di sfida chiedendoti “Perché mi volete picchiare??” solo per il fatto di dove procedere a ulteriori e più approfonditi accertamenti all’interno di un posto di Polizia (andare in ufficio con dei poliziotti significa essere picchiati! SIC.?)
Da padre, da persona sempre più vicina agli “anta”, questa cultura intrisa di pregiudizio verso chi come me  si spende per aumentare la propria professionalità, è un pesante pugno allo stomaco.
Perché quelle immagini che Luca Abete ci ha regalato accostate all’evento “Scuola Diaz” di Genova 2001 sono la speculativa espressione di chi, pur non avendo argomenti, li vuole a tutti i costi trovare.
Certo, non possiamo applaudire l’atteggiamento e il comportamento del funzionario di polizia, un UOMO, e diciamolo, un UOMO con pregi e difetti che il giorno dopo su tutte le testate nazionali ha fatto pubblica ammenda, per aver esagerato, per essersi lasciato prendere troppo la mano da una situazione assolutamente gestibile in maniera differente.

Chiedere scusa non è un gesto facile ma è un gesto da UOMINI e non da bestie come il servizio di “Striscia la Notizia” ha a tutti i costi cercato di dimostrare.
E se il nostro funzionario si è assunto, anche con pubbliche scuse, la responsabilità di un comportamento sbagliato e inaccettabile invito i soliti noti del teatrino mediatico a riflettere sul diritto di cronaca e sul diritto di intervista.
Il Ministro Giannini non solo era già stata intervistata, aveva risposto, forse in maniera insoddisfacente, ma lo aveva fatto, aveva anche replicato un’ennesima volta, per quale motivo un chicchessia, per quanto simpatico e famoso, con un potere mediatico elevatissimo avrebbe dovuto addirittura scavalcare il cordone di sicurezza? A quale  scopo? Per fare odience? Per rendere un servizio ai cittadini o solo per creare clamore?
Dove finisce il giornalismo e inizia il clamore?
Il “Giornalismo denuncia” è educazione alla ribellione?
Fermo restando gli errori operativi posti in essere da chi doveva tutelare la sicurezza del Ministro (ammesso e non concesso ci siano stati visto quanto il giornalista è stato capace di fare), censurando comunque le intemperanze di chi rappresentava lo Stato, ma davvero vogliamo credere che l’atteggiamento di Luca Abete sia stato corretto dopo aver più volte avvicinato il Ministro e ottenuto risposta ?
Non può essere che un inviato di “Striscia” ha sempre ragione perché va in onda alle 20.30, è famoso,  e lo vedono milioni di Italiani!!!
….e torniamo all’educazione…possiamo dimostrare a piccoli e grandi, ad adulti e bambini, a tutti i cittadini che in questo paese tutto si può fare perché, alla fine, è colpa della polizia violenta e censuratrice e guai fermare chi vuole fare come cavolo gli pare?

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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