Correttivi al Riordino, risorse insufficienti. Carabinieri: “Non intendiamo illudere il personale”

Il Co.Ce.R. carabinieri ha diffuso un comunicato stampa che riportiamo in anteprima sullo stanziamento del governo per il i correttivi al Riordino delle Carriere.

“28 ml di euro strutturati dei circa 120ml complessivi, destinati all’arma dei carabinieri per i correttivi al riordino delle carriere.

Uno stanziamento economico irrisorio sicuramente insufficiente a risanare le gravi iniquità causate da un impianto normativo voluto dal precedente governo attraverso una delega in partenza già deficitaria che assegnava il delicato e complesso compito alle sole amministrazioni.

Il Co.Ce.R. carabinieri non intende illudere le aspettative di nessuno e soprattutto chiede per l’ennesima volta di essere considerato parte attiva nel confronto e nello sviluppo dei lavori riguardanti i correttivi di secondo tempo allo scopo di ottenere un risultato il più possibile aderente alle legittime aspettative di tutti i carabinieri di ogni ordine e grado.

Non dimentichiamo l’anomalo declassamento subito dai marescialli aiutante sostituti ufficali di pubblica sicurezza – 8 (ex ma.s.ups attuali mar.magg.) che ante riordino avevano raggiunto la meritata apicalità (il prossimo mese di settembre si pronuncerà la corte costituzionale in ordine ai dubbi costituzionali espressi dal tar in sede di ricorso) e l’assenza totale di una adeguata ricostruzione a favore degli ex marescialli capo +8 bloccati per lunghi anni nel grado senza alcun tipo di demerito.

In questa ottica, l’organismo centrale chiede inderogabilmente al governo l’improrogabile necessità di reperire ulteriori risorse economiche in legge di bilancio; una richiesta legittima e rafforzata dall’impegno espresso dal presidente del consiglio dei ministri nel corso dell’incontro con il Co.ce.r. interforze a due giorni dalle elezioni europee.”

Per i carabinieri lo strumento dei correttivi di secondo tempo è l’ultima preziosa opportunità attraverso la quale questo governo ha il potere/dovere di risanare le ingiustizie causate dal d.lgs 29 maggio 2017, n. 95. raggiungere tale obiettivo significherebbe rispettare gli uomini e donne in uniforme, sempre pronti a servire lo stato a tutela dei cittadini.”

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