Sindacati Militari

LASCIA O RADDOPPIA.L.R.M. LASCIA AD ALTRI LA FIRMA DEL CONTRATTO “MORTIFICANTE” E RADDOPPIA SULLE MANIFESTAZIONI

Dopo il no alla firma, nuova mobilitazione il 18 luglio

Non si ferma la protesta di Libera Rappresentanza dei Militari contro il rinnovo contrattuale del Comparto Difesa. Dopo la giornata di mobilitazione del 18 giugno, quando L.R.M., SIAM e SILP hanno manifestato davanti alle Prefetture italiane con iniziative organizzate dalle rispettive sigle, il sindacato guidato da Marco Votano annuncia una nuova presenza in piazza il prossimo 18 luglio.

Un appuntamento che, nelle intenzioni dell’organizzazione, rappresenta soltanto una tappa di un percorso più ampio di rivendicazione. Il messaggio lanciato da L.R.M. è chiaro: “Questo è solo l’inizio”.

“Accordo mortificante”: la linea di Libera resta invariata

Libera Rappresentanza dei Militari conferma la propria netta contrarietà all’accordo raggiunto, definito una risposta insufficiente alle aspettative del personale in uniforme.

Secondo il sindacato, il contratto non offre risposte concrete su temi ritenuti centrali per il comparto, come indennità, specificità professionale e previdenza dedicata, lasciando i militari senza quelle risorse che da tempo vengono richieste dalle rappresentanze del personale.

Una posizione che L.R.M. rivendica come coerente con gli impegni assunti nei confronti dei propri iscritti e che porterà l’organizzazione a proseguire la mobilitazione anche nei prossimi mesi.

L.R.M. sarà in piazza con i sindacati del Comparto

Libera Rappresentanza dei Militari ha confermato la propria partecipazione alla manifestazione organizzata dalle sigle USAMI, ITAMIL, NSC, SINAFI e SILM Marina, in rappresentanza di Aeronautica, Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza e Marina.

Per il sindacato, la protesta non si esaurisce nella contestazione dell’attuale accordo ma punta a riportare al centro del dibattito politico le esigenze economiche e previdenziali del personale della Difesa.

Votano: “La maggioranza del Comparto ha detto no”

Durissimo il commento del Segretario Generale Marco Votano, che evidenzia come il rinnovo sia stato sottoscritto soltanto da una parte delle organizzazioni sindacali rappresentative.

Il personale del Comparto Difesa merita rispetto e considerazione”, afferma il segretario di Libera Rappresentanza dei Militari, sottolineando come il Governo abbia deciso di procedere comunque nonostante il dissenso espresso da numerose sigle del settore.

Per Votano, il dato politico più rilevante è proprio questo: una parte consistente della rappresentanza sindacale ha ritenuto le condizioni proposte non adeguate alle aspettative dei lavoratori in uniforme.

“Bastava non firmare per ottenere di più”

Secondo L.R.M., esisteva un’alternativa. Il sindacato sostiene infatti che, senza la firma delle organizzazioni favorevoli all’accordo, sarebbe stato possibile rinviare tutto a settembre, portando il confronto a ridosso della legge di bilancio.

Una scelta che, secondo Libera, avrebbe consentito di mettere il Governo davanti alla necessità di reperire risorse aggiuntive e mantenere gli impegni annunciati nei confronti del comparto.

Da qui la domanda che il sindacato pone apertamente: “A chi giova questa fretta di chiudere?”

Per L.R.M., il personale avrebbe accettato senza difficoltà di attendere qualche mese in più se questo avesse significato ottenere stanziamenti più consistenti, con ricadute concrete sia sulle retribuzioni sia sulle future pensioni.

Le sigle che hanno detto no all’accordo

Nel Comparto Difesa hanno scelto di non sottoscrivere l’intesa:

  • L.R.M. Esercito
  • ITAMIL Esercito
  • SIAMO Esercito
  • SIAM Aeronautica
  • USAMI Aeronautica
  • SIULM Aeronautica
  • SILM Marina
  • SINAM Marina
  • SIM Marina

La prossima sfida è la legge di bilancio

Per Libera Rappresentanza dei Militari la partita non è chiusa con la firma del contratto. L’obiettivo dichiarato è portare le rivendicazioni del personale direttamente nel confronto sulla prossima manovra finanziaria, chiedendo risorse aggiuntive per valorizzare il lavoro degli uomini e delle donne del Comparto Difesa.

La manifestazione del 18 luglio, nelle intenzioni del sindacato, rappresenta dunque soltanto il primo passo di una mobilitazione destinata a proseguire nei prossimi mesi.

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