Sindacati Militari

Contratto Sicurezza e Difesa, il Governo ha fretta di chiudere ma UNARMA chiede equilibrio e regole più chiare

Il nodo del rinnovo contrattuale dopo l’incontro del 16

Abbiamo voluto prenderci qualche giorno di riflessione per commentare quanto accaduto nell’ultima riunione del 16 u.s. con la Funzione pubblica per il rinnovo contrattuale”. È da questa premessa che prende forma la posizione di UNARMA sugli sviluppi del contratto di lavoro, con una valutazione che investe metodo, contenuti e obiettivi del negoziato.

Secondo il sindacato, “nel corso del confronto relativo alla contrattazione sono emersi elementi che impongono una riflessione complessiva sul metodo, sui contenuti e sugli obiettivi del negoziato”.

Pressione sui tempi e rischio squilibrio nella trattativa

Uno dei passaggi centrali del comunicato riguarda le dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, considerate da UNARMA un elemento di forte pressione sul confronto. Nel testo si legge che “le dichiarazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, circa l’opportunità di procedere rapidamente alla sottoscrizione del contratto, al fine di evitare una possibile riduzione delle risorse disponibili, introducono un elemento di pressione temporale che rischia di alterare il fisiologico equilibrio tra le parti”.

UNARMA sottolinea che “la contrattazione collettiva, specie in un comparto delicato come quello della sicurezza, dovrebbe invece svilupparsi attraverso un confronto pienamente trasparente, libero da condizionamenti e orientato alla composizione degli interessi”.

Il riferimento alle scadenze elettorali

Nel comunicato viene richiamato anche il contesto politico-istituzionale. Per il sindacato, “appare altresì evidente come il Governo persegua una rapida definizione del contratto anche in ragione delle imminenti scadenze elettorali, rispetto alle quali la conclusione del negoziato assume un rilievo significativo sotto il profilo dell’azione di governo”.

UNARMA precisa però che tale circostanza “pur non costituendo di per sé elemento di illegittimità, impone che il confronto negoziale sia mantenuto su un piano di piena trasparenza ed equilibrio, evitando che esigenze di natura contingente possano incidere, anche solo in via indiretta, sulla qualità e sulla completezza delle soluzioni adottate”.

Risorse definite e margini limitati per nuovi stanziamenti

Sul piano economico, la posizione espressa è improntata al realismo. Il sindacato evidenzia che “le risorse destinate al rinnovo contrattuale risultano sostanzialmente definite nell’ambito delle compatibilità di finanza pubblica e, allo stato, non appaiono suscettibili di incrementi significativi”.

Di conseguenza, UNARMA osserva che “in questo contesto, l’eventuale differimento della sottoscrizione non determinerebbe verosimilmente un aumento delle disponibilità economiche”.

Inflazione e potere d’acquisto: perché il tempo pesa

Tra gli aspetti ritenuti più urgenti c’è quello del potere d’acquisto del personale. Nel documento si sottolinea che “l’andamento dell’inflazione incide direttamente sul potere d’acquisto del personale e rende evidente come un ritardo nella definizione del contratto, a parità di risorse, possa tradursi in un effetto economico sfavorevole”.

Per questa ragione, UNARMA rileva che “sotto questo profilo, il contratto attualmente in discussione, pur con i suoi limiti, presenta elementi complessivamente più favorevoli rispetto al precedente, considerato il potere d’acquisto”.

La posizione di UNARMA: chiudere presto, ma con regole chiare

Il sindacato chiarisce dunque il proprio orientamento: “UNARMA manifesta la propria volontà di giungere alla chiusura del contratto nel più breve tempo possibile, nell’interesse del personale rappresentato, nella consapevolezza che non vi sono ulteriori risorse da stanziare e nella convinzione che una definizione tempestiva possa contribuire a contenere gli effetti dell’erosione del potere d’acquisto”.

Si tratta però, viene precisato, di una disponibilità che non esclude rilievi critici sul percorso seguito finora. “Tuttavia, tale disponibilità non può essere disgiunta da una valutazione critica del metodo adottato”, afferma UNARMA, secondo cui “l’impostazione che emerge dal confronto appare in alcuni passaggi orientata più alla sollecitazione alla firma che alla costruzione di un dialogo effettivamente paritario, generando una percezione di compressione degli spazi negoziali che non appare coerente con la natura e la funzione della contrattazione”.

Il tema delle relazioni sindacali e della legge n. 46

Nel comunicato trova spazio anche il tema della qualità della disciplina normativa e regolamentare. UNARMA sottolinea che “il ruolo delle rappresentanze sindacali non si esaurisca nella ricerca di maggiori risorse — obiettivo che, nelle attuali condizioni, incontra limiti evidenti — ma si estenda alla qualità della disciplina normativa e regolamentare”.

In particolare, il sindacato richiama “l’esigenza di intervenire su aspetti ordinamentali, anche con riferimento alla legge n. 46 e ai regolamenti attuativi”, definendola “una richiesta diffusa e motivata, finalizzata a rendere più trasparenti ed equilibrati i rapporti tra amministrazione e parti sociali”.

La richiesta di correttivi e la modernizzazione del sistema

UNARMA esprime perplessità rispetto alla mancata apertura su alcuni interventi ritenuti necessari. Nel testo si legge infatti che “sotto questo profilo, appare difficilmente comprensibile la resistenza a introdurre correttivi ritenuti necessari da più parti”.

Da qui la richiesta di un cambio di passo: “La modernizzazione del sistema di relazioni sindacali costituisce infatti un presupposto essenziale per garantire efficacia, credibilità e stabilità alla contrattazione, e non può essere ulteriormente rinviata”.

L’equilibrio tra rapidità, tutela economica e qualità delle regole

Per UNARMA, il confronto in corso mette di fronte a esigenze differenti ma conciliabili. Il comunicato evidenzia che “entrambe le parti si trovano a operare in un contesto caratterizzato da interessi diversi ma non incompatibili: da un lato, l’esigenza di assicurare in tempi rapidi i benefici economici al personale; dall’altro, la necessità di migliorare il quadro normativo e regolamentare di riferimento”.

In questa cornice, il sindacato ribadisce che “la contrattazione non può essere ridotta a una scelta tra rapidità e qualità, ma deve perseguire un equilibrio tra tali dimensioni”. E aggiunge: “Una soluzione sostenibile deve necessariamente fondarsi su un bilanciamento ragionevole tra tempestività, tutela economica e miglioramento delle regole”.

La linea finale: responsabilità verso il personale e tutela del ruolo sindacale

La disponibilità a chiudere in tempi brevi, secondo UNARMA, “si colloca, dunque, in una logica di responsabilità nei confronti del personale, ma non implica alcuna rinuncia a rivendicare un sistema di relazioni sindacali più trasparente, equilibrato e coerente con le esigenze operative del comparto”.

Il passaggio conclusivo del comunicato fissa il punto politico-sindacale della posizione espressa: “La credibilità dell’azione contrattuale si misura, in ultima analisi, nella capacità di superare logiche contrappositive e di pervenire a soluzioni condivise, che garantiscano al contempo riconoscimento economico, certezza delle regole e rispetto del ruolo delle parti”.

E ancora: “È su questo terreno che si gioca non solo l’esito del negoziato in corso, ma anche la qualità futura delle relazioni tra amministrazione e rappresentanze del personale”.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.