CONSIP, FUGA DI NOTIZIE: LA PROCURA DI ROMA REVOCA LE INDAGINI AI CARABINIERI DEL NOE

«Gli accertamenti fin qui espletati – scrivono a piazzale Clodio – hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti (poi) di competenza di questa procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto, sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione». E quindi, per una «esigenza di chiarezza la procura di Roma ha pertanto revocato al Nucleo operativo ecologico la delega per le ulteriori indagini che è stata affidata al Nucleo investigativo di Roma dell’Arma dei carabinieri».

Non si tratta, quindi, di un’unica fuga di notizie che ha fatto imbufalire Pignatone, bensì di un doppio fronte: quello che riguarda gli indagati, che hanno saputo sin dal primo momento di essere controllati, e quello della diffusione di notizie riservate sulla stampa.

Tanto che sulla vicenda è stato aperto anche un fascicolo di inchiesta. I pm romani continueranno comunque a lavorare con l’Arma, visto che il mandato investigativo è stato trasferito al Nucleo di via In Selci. Più delicata la questione del commissariamento del Noe, un fatto molto grave, che sembra aver manifestato i primi segnali di tensione già in un altro caso, durante l’inchiesta su Paola Muraro, l’ex assessore all’ambiente della giunta Raggi. Sebbene in maniera non così evidente, anche allora, la procura romana aveva manifestato malumore riguardo agli investigatori del Nucleo ecologico.