CONDANNATO LUOGOTENENTE DEI CARABINIERI CHE PUNTÒ LA PISTOLA AI COLLEGHI DURANTE UN CONTROLLO

(di Federico Spadoni per il Corriere Romagna) – Sorpreso dai carabinieri durante un’operazione antidroga, non esitò a identificarsi mostrando il distintivo e presentandosi come un collega sotto copertura. Poi, vedendo che la pattuglia che lo aveva fermato stava approfondendo le verifiche tirò fuori una pistola, cercando assieme al complice che era con lui di disarmare i militari.

Ieri per entrambi è arrivata la condanna: 6 anni e 8 mesi per il 55enne Leonello Del Monte, luogotenente dei carabinieri del reparto operativo di Roma piazza Dante, e 5 anni per il 45enne Tiziano Amici.

La sparatoria

L’episodio risale alla mattina del 10 novembre di un anno fa, poche ore dopo il sequestro di un carico di hashish e marijuana del peso di due tonnellate e mezzo che viaggiavano su un furgone a Savio.

A pochi chilometri di distanza, in via Canale Pergami a Lido di Classe, nei pressi della pineta, una pattuglia con a bordo il maresciallo Giorgio Tantimonaco e l’appuntato scelto Antonino Sturniolo, vengono attirati da un’auto con lampeggiante blu simile a quella di una civetta delle forze di polizia e decidono di andare a controllare.

Alla vista dei militari una delle tre persone svanisce dentro la pineta. Gli altri due, Del Monte e Amici, attendono i militari. Il luogotenente romano, appunto, consegna il tesserino sostenendo di essere un collega in borghese e presentando il complice come un tecnico del gps. Notando la diffidenza dei due militari, estrae dal giubbotto una pistola semiautomatica e la punta contro il maresciallo.

«Disarmali e portiamoli in pineta», dice al complice. Ne nasce una colluttazione e parte un colpo che per miracolo non colpisce Tantimonaco, in seguito al quale l’aggressore viene disarmato e l’arma finisce nel canale; l’appuntato invece sventa il tentativo del 45enne di sottrargli l’arma d’ordinanza.

I due malviventi però riescono a fuggire a bordo di una Fiat Punto, rinvenuta a pochi chilometri dalla località rivierasca. La loro latitanza, tuttavia, dura poco, fino all’arresto avvenuto grazie alle indagini dei carabinieri di Ravenna nella Capitale.

La condanna

Ieri, presenti davanti all’aula del gup Janos Barlotti, c’era un corposo numero di colleghi dei due militari aggrediti, costituitisi parte civile con l’avvocato Carlo Benini. Hanno attesto fino alla sentenza.

Per entrambi gli imputati il sostituto procuratore Monica Gargiulo aveva chiesto la condanna a otto anni alla luce dei capi d’imputazione, tentata rapina aggravata, ricettazione, falso e resistenza a pubblico ufficiale. Per Del Monte il giudice si è pronunciato con una sentenza a 6 anni e 8 mesi. Per Amici, invece, la condanna è stata di 5 anni, alla luce dell’assoluzione per l’accusa di ricettazione dell’arma da fuoco.