POLIZIOTTO CHIEDE GIORNI DI MALATTIA MA VA IN MOTO AL CROSSODROMO

Poliziotto alla sbarra per truffa aggravata e falsità ideologica. Ci sono 85 giorni di malattia in 14 mesi, tra il luglio 2015 e il settembre 2016, ma soprattutto quattro uscite in altrettanti crossodromi e impianti motociclistici tra Marsciano, Città di Castello, Ponzano di Fermo e Pietramurata (Trento), al centro del processo a carico dell’assistente capo della Stradale di Foligno imputato con l’accusa di aver finto una lombosciatalgia per non lavorare e collaborare attivamente con un team motociclistico.

Durante il congedo per malattia, nelle quattro circostanze, l’agente 45enne si sarebbe recato a trofei e competizione compiendo una serie di attività che la procura della Repubblica di Spoleto giudica incompatibili con la lombosciatalgia, tra cui spostarsi alla guida di una pitbike (una specie di motocross) all’interno dell’area di gara, come avrebbe fatto sia in Trentino che a Città di Castello. Sempre in questi quattro episodi contestati dal sostituto procuratore Gennaro Iannarone che ha seguito le indagini, mentre in aula martedì mattina a rappresentare l’accusa è il pm Roberta Maio, l’agente avrebbe anche manovrato attrezzature pesanti, aiutato ad allestire e smontare il paddock del team motociclistico, eseguito manutenzioni e lavaggi delle moto, oltre a sedersi a terra per assistere alle gare rialzandosi più volte senza alcuna difficoltà. Il fascicolo a carico del poliziotto è approdato martedì mattina davanti al giudice Padula che, di fronte all’astensione degli avvocati, ha rinviato a metà marzo l’ammissione delle prove e dei testimoni.

In aula, oltre al pm Maio, anche l’avvocatura dello Stato con Cristina Brozzo che, già in udienza preliminare, aveva proceduto a costituire in giudizio come parte civile il ministero dell’Interno, ossia il datore di lavoro: il quarantacinquenne secondo la procura ha percepito per le giornate di malattie contestate circa 10 mila euro.

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