SALVINI, MI CRITICANO AGENTI DI SINISTRA: “MI IMPEGNO A INDOSSARE ANCHE LE MAGLIETTE DI CARABINIERI E VIGILI DEL FUOCO”

A protestare per la camicia della polizia “sono due sindacalisti di sinistra”. Così il leader della Lega Salvini a Repubblica,replica alle polemiche ed anzi sottolinea che “semmai ad essere arrabbiati sono i carabinieri e i vigili del fuoco che mi hanno regalato le loro magliette e non le ho messe”, ma “lo farò la prossima volta”. Salvini rilancia le iniziative contro i clandestini: “individueremo le strutture” che ospitano i migranti “e agiremo ridandole agli italiani”,perchè il “popolo può opporsi alle ingiustizie”.

Sono orgoglioso del fatto che un esponente del mondo politico abbia indossato una maglietta con i colori della Polizia di Stato.Questo, indubbiamente, dimostra da parte di Matteo Salvini una forte vicinanza al popolo delle divise” Lo afferma in una nota Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, che definisce “strumentale e inopportuna” la polemica “solo perché a indossare la maglia è stato Salvini. “Mi piacerebbe che altri esponenti politici la indossassero,come la presidente della Camera, Boldrini”.

Di seguito riportiamo le reazioni degli altri sindacati:

Romano, Siulp: “E’ da denuncia, rinunci all’immunità”. Felice Romano, segretario del Siulp, il primo sindacato italiano, chiede a Salvini che rinunci all’immunità parlamentare, visto che indossare la divisa della Polizia è reato. “Il fatto che sia un parlamentare – attacca Romano – non può autorizzarlo a indossare impunemente la nostra divisa. Ci sono delle regole che vanno rispettate da tutti, anche da lui. È bene che si faccia chiarezza una volta per tutti su questo tema. Conosciamo tutti la goliardia di Salvini e sicuramente questa uscita è una delle tante che fa per catturare il consenso e parlare alla pancia degli italiani scontenti dalla crisi, dalle difficoltà economiche. Ma lui pone un problema su cui il governo deve riflettere: l’Ue non sta affrontando nel modo giusto la questione-immigrazione. E il problema di tipo sociale e politico che ne consegue corre il rischio (anche per il fomentare in questo modo di alcuni esponenti di partiti) di diventare una bomba a orologeria che graverà sull’ordine pubblico, contrapponendo generazioni e soprattutto le etnie”. “Che gli italiani siano tranquilli – ha concluso Romano – la polizia così come carabinieri e le altre forze dell’ordine agiranno sempre e solo nel rispetto delle leggi che il Parlamento ci dà. E dei principi della Costituzione su cui abbiamo giurato lealtà. Poi, se il Parlamento fa leggi strane, il problema è a monte: come si forma il Parlamento, non come agiscono le forze polizia”.

Tiani, Siap: “Salvini pensi ai tagli alla Sicurezza fatti da Maroni”. “Ogni poliziotto o carabiniere in cabina elettorale – dichiara Giuseppe Tiani, segretario del Siap – si esprime liberamente premiando o meno la coalizione o i partiti a cui ritiene di dare fiducia. Per questo non è accettabile che un politico come Salvini possa continuare a permettersi d’indossare la divisa della Polizia di Stato promettendo che se dovesse andare al Governo utilizzerà poliziotti o carabinieri per una sorta di delirante demagogica e pericolosa ‘pulizia etnica’. Corre l’obbligo di ricordare a Salvini che l’ultimo governo di cui la Lega ha fatto parte è quello dei tagli lineari a tutte le Forze di Polizia i cui effetti nefasti paghiamo ancora oggi nonostante l’emergenza sul fronte dell’immigrazione e del terrorismo. Quanto accaduto ieri a Ponte di Legno è un atto gravissimo perché si tenta di manipolare sul piano politico il ruolo delle Forze di polizia che sono terze e rispondono solo agli interessi dello Stato e delle politiche di Governo legittimate dalle procedure democratiche. Si tratta dell’ennesimo atto provocatorio davanti al quale i poliziotti democratici prendono le dovute e doverose distanze”.

Tissone, Silp-Cgil: “Inaccettabile”. “Salvini – dichiara Daniele Tissone, segretario generale Silp-Cgil – sale, nuovamente, sul palco con la maglietta della polizia addosso: è nuovamente inaccettabile. Come lo sono le sue frasi. Ma Salvini si rende conto oppure no di quello che dice? Polizia e forze dell’ordine stanno dalla parte dei cittadini e delle leggi, tra mille difficoltà ma, sempre e comunque, al servizio della democrazia e dello stato di diritto. I poliziotti democratici respingono al mittente l’appello di Salvini che, ancora una volta, ha perso un’occasione per tacere soprattutto se ripensiamo a quando il suo partito era al governo e ai tagli miliardari alla sicurezza che produssero i suoi amici di partito (il riferimento è all’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni,ndr). Penso che, stavolta, abbia passato il segno”.

La Spina, Anfp: “Giù le mani dalla divisa”. “Più volte – è la reazione di Lorena La Spina, leader dell’Anfp, il sindacato dei funzionari – siamo stati costretti a dire “giù le mani dalla nostra divisa”, a chi la utilizza strumentalmente per coinvolgere le Forze dell’ordine in un gioco politico che non appartiene loro. E ancor più grave che indossando la nostra maglia ci si senta autorizzati ad invocare addirittura una ‘pulizia etnica’, che ci riporta indietro ad una delle pagine più oscure e dolorose della storia del nostro Paese. La Polizia di Stato appartiene solo ai cittadini ed alle Istituzioni democratiche, al cui servizio essa opera, nel rigoroso rispetto delle leggi e delle garanzie costituzionali. Questo dovrebbe essere ormai chiaro a tutti, in particolare proprio a chi riveste importanti funzioni di rappresentanza nel mondo politico”.

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