CONCORSI TRUCCATI IN GDF, MARINA ED ESERCITO: “NOI FOTTITORI DELLO STATO”

Nelle storie dei 15 arrestati – tra i quali un generale dell’Esercito in pensione, Luigi Masiello – con l’accusa di aver truccato i concorsi per accedere alle forze dell’ordine si respira l’Italia dei “fottitori dello Stato”. Così si autodefiniva in una foto con un amico il militare Sabato Vacchiano, uno dei 15 della “cricca dell’algoritmo”, quelli che avevano ottenuto e messo in vendita la formula magica per superare i quesiti di cultura generale, vincere il concorso per le Forze Armate e conquistare il posto fisso. Dalla denuncia di un ragazzo che non si è prestato al gioco è nata l’indagine del pm di Napoli Giancarlo Novelli. Nel febbraio 2016 sono partite le intercettazioni, Sabato Vacchiano è stato ascoltato nel maggio successivo dalla Guardia di Finanza mentre dettava in vivavoce il funzionamento dell’algoritmo agli studenti di una scuola di preparazione.

Con le perquisizioni di uno degli arrestati, Giuseppe Zarrillo, dipendente della Difesa, si rinviene il foglio del tariffario da lui praticato. Per un allievo finanziere 25mila euro; per un allievo maresciallo Gdf 40mila euro. Per l’a c c ademia Marina Militare 20mila euro; per la ferma quadriennale 10 mila euro dopo il superamento dei quiz. Per ora si è appurato con certezza solo l’inquinamento di quest’ulti – mo concorso. Sugli altri le indagini proseguono.

“In merito alla notizia della scoperta di un sistema fraudolento che sarebbe stato utilizzato per superare le prove del concorso del 2016 per Volontari in Ferma Prefissata quadriennale (VFP 4) nelle Forze Armate, portato alla luce da un’indagine della Guardia di Finanza su mandato della Procura di Napoli, lo Stato Maggiore della Difesa rende noto che, fin dall’avvio dei primi accertamenti, erano stati assunti con immediatezza alcuni provvedimenti per impedire il ripetersi di tali illeciti, senza andare ad inficiare le delicate indagini disposte dalla magistratura”.

E’ quanto si legge in una nota dello Stato Maggiore della Difesa.