Compensi in cambio di segnalazioni di incidenti: condannato per corruzione ed espulso dall’Arma maggiore dei carabinieri

(di Carlotta Ricci) – E’ stato condannato a tre anni e 8 mesi e non potrà più far parte dell’Arma dei Carabinieri il maggiore L.C., processato per corruzione e rivelazione di atti d’ufficio insieme a Claudio Bartolotta, dipendente di un franchising di Novara della Gestione Sinistri specializzato nei risarcimenti. Il funzionario della società è stato condannato a due anni e 10 mesi.

I carabinieri di Torino avevano scoperto che il maggiore e l’impiegato si erano messi in affari: il primo segnalava, in cambio di un compenso, al secondo gli incidenti stradali più gravi, quelli che contavano vittime o feriti molto seri. L’inchiesta è stata coordinata dal pm Gianfranco Colace.

 

L’indagine aveva portato alla luce diversi casi, tutti nel 2017, in cui il carabiniere, che allora prestava servizio al nucleo radiomobile, aveva rivelato dati personali e atti d’ufficio relativi alle vittime degli incidenti più gravi consentendo a Bartolotta di accaparrarsi le loro famiglie come clienti per ottenere i risarcimenti.

Quando il carabiniere non trovava tutte le informazioni negli atti che arrivavano in ufficio, con il suo grado di maggiore, non si faceva problemi a chiamare le singole stazioni dei carabinieri per chiedere nomi e numeri di telefono. E’ stato uno dei carabinieri a cui aveva chiesto informazioni a segnalare al Comando provinciale il comportamento anomalo dell’ufficiale e l’Arma aveva avviato un’indagine. La sentenza è stata emessa ieri dal giudice Alessandra Danieli che ha disposto per il maggiore anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Su di lui era stato avviato anche un procedimento disciplinare da parte dell’Arma. (Repubblica.it)