Coir carabinieri podgora: “confusione e false aspettative per l’autorizzazione del primo sindacato. La proposta di legge contiene i soliti lacci e lacciuoli della Rappresentanza Militare”

Il Coir Carabinieri Podgora con una recente delibera ha espresso alcune Considerazioni sull’esercizio della libertà Sindacale del personale delle FF.AA. e dei Corpi di Polizia ad ordinamento Militare.

“La maggior parte dei delegati di questo organismo – si legge nel testo della delibera – così come quelli degli altri Co.Ba.R. e Co.I.R. d’Italia, nonché dello stesso Co.Ce.R. Carabinieri, guardano con grande interesse e fiducia le attività che il Governo sta mettendo in atto per garantire finalmente l’esercizio della libertà Sindacale per le FF.AA. ed i Corpi di Polizia ad Ordinamento Militare, ritenendo che per meglio tutelare le esigenze ed i diritti della base sia assolutamente necessario modificare l’attuale strumento di Rappresentanza, che oltre che anacronistico ed incompleto, offre il fianco a troppe strumentalizzazioni e compromessi.

Tuttavia la proposta legislativa di riferimento – osserva il Coir Carabinieri Podgora – non sembra del tutto aderente alle aspettative dei colleghi rappresentati, perché contiene i soliti lacci e lacciuoli che hanno sinora contraddistinto le attività della R.M., consistenti in obblighi, esclusioni e divieti largamente superati ad esempio dai Sindacati di Polizia;

Inoltre – sottolineano i delegati del Coir Carabinieri Podgora – nel frattempo, nonostante l’assenza di una legge di riferimento chiara e condivisa, il Ministero della Difesa ha autorizzato una associazione che oltre a non possedere una perfetta corrispondenza con i criteri stabiliti per l’associazionismo e non essendo nemmeno trasparente su chi la compone, si propone, dichiarandosi persino nel nome, con la qualifica di “sindacato”, pur non essendo inequivocabilmente tale per i motivi sopra citati. Tale autorizzazione ministeriale: – sta infondendo troppa confusione tra i militari rappresentati, che in buona fede, avendo appreso dagli organi di stampa che “è nato il primo sindacato dei Carabinieri”, cominciano a crearsi delle false aspettative a proposito della tutela dei loro diritti, recando un indubbio vantaggio al sedicente Sindacato in argomento a discapito di tutte le altre associazioni “a carattere sindacale” che attendono di essere autorizzate.

 

I delegati del Coir Carabinieri Podgora sono convinti che tale autorizzazione ministeriale “sta di fatto discreditando gli attuali delegati della Rappresentanza Militare, tanto che taluni colleghi, sempre in buona fede perché poco informati, o peggio perché male informati, guardano già come se fossero decaduti nonostante siano stati democraticamente eletti solamente da pochi mesi;”

 

Il Coir Carabinieri Podgora ha quindi esternato al Comandante Generale dell’Arma “l’inopportunità dell’autorizzazione da parte del Ministero della Difesa, soprattutto per non favorire proprio quelle associazioni che, carpendo l’indubbia buona fede del Signor Ministro e dei suoi collaboratori, non esitano a “sgomitare” nell’ombra e slealmente da anni pur di bruciare sul traguardo i diretti concorrenti” ed hanno infine richiesto di “ribadire nelle sedi opportune che qualora si delinei una Legge che garantisca finalmente la piena rappresentatività per i lavoratori in divisa, essa non potrà prescindere da una concertazione che garantisca che le regole siano democratiche e perciò condivise da tutti”.

 

 

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