Carabinieri senza posto letto, l’allarme del SIC: «Rischio precarietà abitativa per chi serve lo Stato»
Il sindacato scrive al Comandante Generale Luongo
Il Sindacato Indipendente Carabinieri ha inviato una richiesta di intervento urgente al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, per segnalare una criticità che riguarda la disponibilità di posti letto in camerata per il personale contrattualizzato in Servizio Permanente.
La nota, firmata a Fluminimaggiore il 23 giugno 2026 dalla Segreteria Generale Nazionale del SIC, pone l’attenzione su una situazione definita di natura logistica e sociale, che secondo il sindacato sta coinvolgendo un numero crescente di militari.
Al centro della vicenda c’è la pressione sulle capacità ricettive delle caserme, in particolare presso Comandi di Compagnia e Stazioni, legata all’incremento delle procedure di arruolamento e all’arrivo dei Carabinieri neopromossi dalle Scuole Allievi.
Il nodo degli alloggi in caserma
Il SIC richiama il quadro normativo che disciplina gli alloggi collettivi di servizio, distinguendo tra personale in Ferma Volontaria e personale in Servizio Permanente.
Per i militari in Ferma Volontaria, nei primi quattro anni di servizio, viene indicato il diritto soggettivo all’alloggio in caserma fino al transito in Servizio Permanente, secondo quanto previsto dal Codice dell’Ordinamento Militare, D.Lgs. 66/2010, e dalle circolari applicative del Comando Generale.
Diversa la posizione del personale in Servizio Permanente: con il passaggio in S.P., il diritto assoluto all’alloggio decade e si trasforma nella possibilità di richiederlo come concessione temporanea, subordinata alla disponibilità dei posti, alle esigenze di servizio del reparto e al provvedimento del Comandante di Corpo.
È proprio su questo punto che, secondo il sindacato, si starebbe concentrando la criticità.
Revoche delle concessioni: cosa sta accadendo nei reparti
Nella comunicazione indirizzata al vertice dell’Arma, il Sindacato Indipendente Carabinieri riferisce di aver raccolto, nelle ultime settimane, numerose segnalazioni dal territorio.
Secondo quanto rappresentato dal SIC, diversi Comandanti di Compagnia, dovendo garantire il legittimo diritto al posto letto dei Carabinieri in Ferma Volontaria in arrivo dalle Scuole Allievi, sarebbero costretti ad avviare provvedimenti di revoca delle concessioni nei confronti del personale già in Servizio Permanente.
Il sindacato afferma di comprendere l’obbligo giuridico legato all’accoglienza del personale in F.V., ma sottolinea il possibile impatto sociale delle revoche, soprattutto nei confronti di militari che vivono situazioni personali ed economiche fragili.
Le categorie più esposte secondo il SIC
Nella nota, il SIC evidenzia che la platea dei Carabinieri in Servizio Permanente che usufruisce della camerata in concessione sarebbe composta in larga parte da personale in condizioni di vulnerabilità socioeconomica.
Il sindacato individua tre situazioni principali.
La prima riguarda i militari monoreddito, che prestano servizio in sedi caratterizzate da un alto costo della vita e che potrebbero incontrare forti difficoltà logistiche e finanziarie nel reperire un alloggio sul mercato privato.
La seconda coinvolge i colleghi separati o divorziati, già tenuti al sostentamento del nucleo familiare originario, per i quali il pagamento di un affitto potrebbe diventare economicamente insostenibile.
La terza riguarda il personale impiegato a grande distanza dalla propria regione d’origine, privo del supporto logistico e assistenziale della famiglia. Per questi militari, scrive il sindacato, la caserma rappresenta spesso l’unico punto di riferimento abitativo e relazionale.
«Rischio marginalità economica e precarietà abitativa»
Il passaggio più delicato della lettera riguarda le possibili conseguenze concrete dell’esecuzione delle revoche.
Secondo il Sindacato Indipendente Carabinieri, l’allontanamento dalle camerate potrebbe spingere alcuni militari verso condizioni di marginalità economica e precarietà abitativa, incidendo non solo sulla dignità personale, ma anche sulla serenità psicofisica necessaria allo svolgimento dei compiti istituzionali.
Il SIC richiama l’identità storica dell’Arma come “grande famiglia”, capace di unire rigore ordinativo e attenzione al benessere dei propri appartenenti, e chiede che la questione venga affrontata con misure rapide e concrete.
Le proposte del Sindacato Indipendente Carabinieri
Per fronteggiare quella che viene descritta come una crisi logistica con ricadute sociali, il SIC chiede al Comandante Generale un intervento immediato, indicando alcune possibili linee d’azione.
Tra le richieste figura una moratoria sui provvedimenti di revoca non urgenti, accompagnata da un monitoraggio straordinario della situazione nazionale.
Il sindacato propone inoltre una ricognizione degli spazi logistici effettivamente disponibili o rimodulabili, anche attraverso il coinvolgimento del IV Reparto del Comando Generale, prendendo in considerazione caserme dismesse o locali sottoutilizzati.
Un altro punto riguarda la possibilità di attivare accordi e convenzioni nazionali, con sinergie tra il Ministero della Difesa, la Direzione dei Lavori e del Demanio e gli enti locali, per individuare alloggi di edilizia residenziale pubblica o studentati da destinare temporaneamente al personale militare.
Il SIC chiede infine maggiore flessibilità nell’assegnazione degli alloggi ASGC/ASI, con la valutazione di criteri di deroga assistenziale per l’assegnazione provvisoria di unità abitative momentaneamente sfitte o non assegnate.
La richiesta di un tavolo urgente
Nella parte conclusiva della comunicazione, il Sindacato Indipendente Carabinieri sottolinea che la dignità dei militari è un elemento centrale per l’efficienza operativa dell’Istituzione.
Il sindacato avverte che non si può consentire che esigenze di “quadratura logistica” portino Carabinieri in Servizio Permanente a scegliere tra il servizio allo Stato e il rischio concreto di una condizione abitativa insostenibile.
Da qui la richiesta di un tavolo di confronto urgente, con l’obiettivo di individuare soluzioni che tutelino il personale coinvolto e consentano all’Arma di continuare a proteggere, prima di tutto, coloro che ogni giorno sono chiamati a proteggere i cittadini.
Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?
G Aggiungi Infodifesacome fonte preferita su Google
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.
